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Il primo paese produttore è la Cina, terra madre dell’asparago. Fu coltivato e utilizzato nel Mediterraneo dagli egizi e nelle sconfinate pianure cinesi 2000 anni fa. Gli imperatori romani li apprezzavano a tal punto che sembra abbiano fatto costruire delle navi apposite per andarli a raccogliere, le cosiddette “asparagus”. Dal XV secolo è iniziata la coltivazione in Francia e in Inghilterra e, qualche secolo dopo, si è affermato sulle tavole nostrane.

Se in Germania fu elogiato da Otto von Bismarck, il quale si arrogò la primogenitura della preparazione con le uova fritte, in Italia l’asparago fu molto apprezzato da Camillo Benso di Cavour, politico fortemente impegnato nello sviluppo dell’agricoltura.

Attualmente è molto utilizzato dai grandi chef, i quali cercano di accaparrarsi ogni giorno le partite migliori. In casa ne consumiamo pochissimi, meno di un chilo a testa l’anno, sia per la stagionalità molto rigida, di scarsi due mesi, sia per il loro costo, non proprio a buon mercato. Eppure ne dovremmo mangiare chili per le loro proprietà benefiche. Ma occhio! Sono sconsigliatissimi per chi soffre di problemi renali. Vantano di proprietà diuretiche e depurative e di un apporto calorico molto ridotto (circa 30 calorie per 100 gr.). Costituiscono un’arma vincente contro la cellulite poiché eliminano il ristagno dei liquidi nei tessuti. Sono ricchi di vitamina C, fibre, carotenoidi e sali minerali. C’è chi afferma che siano addirittura un toccasana contro la tristezza. Recenti studi, infatti, hanno confermato che questi ortaggi avrebbero una funzione antidepressiva, probabilmente legata alla loro azione disintossicante e diuretica.

Per apprezzarli nel modo migliore, sarebbe meglio gustarli nature, sbollentandoli leggermente e condendoli con un giro d’olio extravergine d’oliva. Per i più golosi, invece, una maionese morbida e leggera fatta in casa è l’accompagnamento ideale. Puro godimento! Ma anche al gratin non sono da sottovalutare: in una pirofila con fiocchi di burro e un velo di parmigiano. Alla fine, un tuorlo d’uovo sbattuto a completare l’opera. Attenzione, però, a non fare abbinamenti troppo azzardati. Si rischia di coprire il loro sapore delicato.

Sono ottimi anche sulla pizza. Enzo Coccia, maestro pizzaiolo de La Notizia, ne sa qualcosa. Provare per credere!

Riguardo la loro coltivazione in Italia, abbiamo diverse eccellenze, come il veneto Bianco di Bassano Dop, il Verde di Altedo Igp e il Violetto di Albenga, unico al mondo per il suo colore caratteristico, presidio Slow Food. Ottimi anche quelli selvatici, lunghi, sottilissimi, profumati, di un colore che va dal verde pastello al violaceo scuro. I nostri boschi ne sono pieni in questo periodo.

L’unica pecca è la stagionalità. Quindi meglio approfittarne e farne largo consumo fino a inizio giugno perché, dopo questo periodo, non saranno più gli stessi!

Valeria Vanacore