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In principio fu il Parmigiano reggiano, poi lo speck, la mozzarella e il formaggio Asiago. Già in passato, alcuni simboli dell’eccellenza della tradizione culinaria del nostro paese sono stati scelti come ingredienti e base di preparazione all’interno dei 464 Mc Donald’s sparsi nella penisola. Ora si riparte all’attacco con uno dei più famosi rappresentanti dell’Italia nel mondo: la pasta.

Un matrimonio che ha già fatto storcere il naso ai puristi del cibo ma che promette di rilanciare l’immagine di Mc Donald’s più volte contestata. Un accordo che per il gruppo italiano significa raddoppiare  il proprio fatturato entro il 2020 mentre per il colosso statunitense vuol dire guadagnare un’altra fetta di mercato e catturare l’interesse di un target femminile poco affezionato al mondo dei fast food.

Nozze, dunque, celebrate con una cerimonia di presentazione a Milano e una madrina d’eccezione Belén Rodriguez testimonial, o testimone, del tanto discusso matrimonio culinario.

Non mancano le polemiche. Del resto, sia Mc Donald’s che Barilla non sono nuove a duri attacchi che mettono in discussione la qualità dei loro prodotti. Proprio il gruppo emiliano è stato oggetto di una forte campagna diffamatoria circolata in rete verso la fine del 2011.  Accuse come l’utilizzo di grano ammuffito e una nuova nazionalità tutta americana ha spinto il gruppo a smentire categoricamente difendendo, anche sul suo sito internet, l’italianità di un’azienda di famiglia e garantendo l’assoluta sicurezza delle materie prime utilizzate.

Matrimonio di interesse con annesso tradimento per la gastronomia italiana? Convivenza  pacifica tra due stili alimentari diversi? Oppure ancora, nessun opposto ma solamente due facce della stessa medaglia? Diverse le opinioni al riguardo, ma ciò che certo è che quella tra Mc Donald’s e Barilla è un’unione che divide.

Annarita Costagliola