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Un genio del commercio o un futuro criminale? Probabilmente nessuna di queste due cose riguarda uno studente diciassettenne dell’Itis Pininfarina di Moncalieri di Torino che comprava merendine nei vari supermercati di zona per poi rivenderli ai 1700 studenti del complesso ad un prezzo inferiore rispetto a quelli del bar di scuola. 
Un giro imprenditoriale non da poco che gli è costato in prima istanza la bocciatura e, considerata la recidiva dell’anno successivo, ulteriori sospensioni.

Stefano Fava, preside del Pininfarina, parla di un problema di legalità e sicurezza. Insomma, lungi dal corpo docenti frenare la vena imprenditoriale del ragazzo, si cerca di fargli comprendere quanto sia in primis dannoso ricreare un vero e proprio mercato nero e in seconda istanza quanto possa essere pericoloso rivendere delle merendine di cui non si è accertati né della provenienza né della conservazione.

Altri invece si interrogano su problematiche a monte: questa sorta di giro di merendine illegale è forse dovuto a dei prezzi scolastici troppo alti? Il preside sostiene che in sei anni non ci siano stati rincari di sorta.

Intanto il ragazzo si difende accusando il sistema disciplinare scolastico che punisce i “piccoli” gesti come il suo non toccando però i veri pusher di droga e alcol presenti nell’istituto.
E in parte ha avuto la sua “rivincita”: infatti molte aziende colpite dalla sua vena imprenditoriale gli hanno proposto allettanti contratti lavorativi una volta terminata la scuola.
Insomma, tante forze in gioco per una questione che farà sicuramente discutere.

 

Massimiliano Guadagno