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Che lo si ami o lo si odi, San Valentino è ormai da tempo immemore conosciuto come il giorno degli innamorati. Dagli orsacchiotti agli anelli di brillante, dalle dolci colazioni recapitate a casa fino ad una ben più temeraria fuga d’amore per staccare un po’ la spina – nessuno di noi può non ammettere di averlo almeno festeggiato una sola volta nella vita.

Il dolciume più legato a questa festa è senza ombra di dubbio il Bacio Perugina. Ma quale storia si nasconde dietro questo prezioso scrigno di cioccolato e gianduia? Forse in molti non sanno che i baci perugina furono invenzione di Luisa Spagnoli – si, proprio quella del prestigioso brand di abbigliamento per donne!

La Spagnoli, donna volitiva e di grande carattere, appena sposata rilevò una drogheria assieme al dell’epoca marito (Annibale, ndr) ed iniziarono assieme a produrre confetti. Fin da subito mostrò una indole manageriale e fortemente dedita al commercio. Nel 1907, infatti – assieme al socio in affari Francesco Buitoni e Leone Ascoli – apre una piccola azienda con poco più di dieci dipendenti – la Perugina. Un’azienda che uscirà tutto sommato indenne – se non più forte – dopo i due conflitti mondiali. Dopo la prima guerra mondiale i dipendenti passeranno da quindici a cento, le strutture si implementeranno, ma per arrivare alla creazione del Bacio bisognerà aspettare il 1923; è difatti proprio questo l’anno in cui, l’allora marito Annibale si ritirerà dall’azienda a causa di conflitti con i soci ed i figli della Spagnoli. Questo evento è fondamentale per la nascita del cioccolatino, poiché coincide con l’inizio della storia d’amore – clandestina, sebbene non troppo velata – tra Luisa e Giovanni Buitoni, figlio del socio Francesco e più giovane dell’imprenditrice di ben quattordici anni.

Sono anni non facilissimi per l’azienda. Sebbene le vendite procedano, vi è un grande quantitativo di nocciole e scarti di dolciumi che vanno obbligatoriamente consumati al fine di contenere i costi; la Spagnoli decise quindi di produrre dei cioccolatini impastando la granella di nocciole, inserendo all’interno una nocciola intera e ricoprendola con una colata del suo già famoso cioccolato Luisa.

Vista la forma simile alla nocca di una mano, il primo nome che gli diede fu “Cazzotto”; sarà proprio Giovanni Buitoni – il suo segreto compagno – a capire che un prodotto del genere non poteva avere grande mercato. D’altronde, chi sarebbe mai entrato in un negozio e avrebbe chiesto ‘una scatola di cazzotti?’

Lo stesso Buitoni poi scelse di cambiare il nome da ‘cazzotto’ a Bacio, affidando la grafica dell’incarto al direttore artistico dell’azienda, il futurista Federico Seneca. Il Bacio prese una nuova veste, con un incarto color argento e le scritte blu. L’innovazione principale fu senz’altro l’immissione – nei singoli cioccolatini - di cartigli in pergamena recanti dolci frasi, citazioni di poeti famosi o stornelli popolari. Una storia mai realmente confutata narra che Seneca si fosse accorto che la Spagnoli soleva avvolgere dei piccoli messaggi attorno a dei cioccolatini per poi darli a Buitoni al fine di comunicare con lui senza dar nell’occhio. Da qui l’idea dei messaggi, che invogliavano anche la curiosità dei compratori nel leggerli. La confezione invece, raffigurava due amanti che si baciano similmente a quelli del dipinto di Hayez.

Il successo del cioccolatino divenne poi inarrestabile, giungendo fino in America e propagandosi a velocità incredibile, anche grazie alle campagne pubblicitarie estremamente innovative, che nel corso del tempo distolsero l’attenzione dall’idea di qualcosa esclusivamente riservato agli innamorati, rendendolo un dolce dono anche per le mamme e la loro festa. Nel 1968 le classiche stelline blu ‘volarono’ sull’incarto argentato impreziosendolo.  Nel 1981 la scatola classica lasciò il posto all’iconico tubo, spesso accompagnato da piccoli doni.

Sebbene nel corso del tempo siano state realizzate diverse varianti (una versione con ciliegia e liquore simile ad un boero, con una diversa confezione, o quella ancora in commercio al cioccolato bianco), il pubblico resta sempre fedele al classico Bacio, accogliendo tiepidamente le nuove innovazioni.

Il Bacio si è rivelato un cioccolatino da record anche per quanto riguarda il Guinness dei Primati. Ad Eurochocolate 2003, il più famoso show del cioccolato che si tiene ogni anno Perugia, il Bacio diventa un ‘BaciOne’ alto 2.15m, largo 7.26m e del peso di circa 6000kg!

Insomma – la storia del Bacio Perugina in realtà lascia evincere che non abbiamo bisogno, in realtà, di avere obbligatoriamente partner per poter regalare o regalarci questo dolciume. Basterà regalarlo a chi amiamo o -  più ghiottamente -  a noi stessi!

Mary Sorbillo