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Grande paura l'altra notte a Via Tribunali, quando un'esplosione ha turbato la breve parentesi di tranquillità che la vivacissima via del centro storico riesce a godere solo nelle ore notturne dopo le lunghe e chiassose giornate che vedono cittadini e turisti scorrere velocemente senza soluzione di continuità fino a tarda sera.
 
Una bomba è stata fatta esplodere proprio all'altezza della pizzeria "Sorbillo", una delle più note della città, il cui patron, Gino, si è imposto negli anni come il "volto più mediatico" della pizza anche fuori Napoli. L'esplosione ha danneggiato le saracinesche del locale di Gino Sorbillo, per fortuna chiuso da qualche giorno per lavori, e quelle di altre attività limitrofe, imponendo così al noto pizzaiolo una sosta più lunga di quella già programmata. 
 
L'episodio, preceduto da altri casi simili succedutisi nell'ultimo periodo sia nel capoluogo che in provincia, riporta l'attenzione sul problema della criminalità e di quanto questa possa ferire e soprattutto ledere l'immagine di Napoli e della Campania, in particolare nei confronti di chi ci guarda da fuori. L'immagine di una città fatta di uomini e donne che lavorano anche per esportare un modello positivo, fatto di uomini e donne che si impegnano tra mille difficoltà per mostrare quanto di buono e pulito c'è nel popolo partenopeo.
 
Oggi Napoli, grazie ad una serie di situazioni favorevoli, è sempre più meta turistica ricercata da italiani e stranieri in tutti i periodi dell'anno e proprio il centro storico "violentato" da questa azione criminale, con i suoi punti di interesse culturale e non solo, è diventato il simbolo della rinascita che ha interessato la città negli ultimi anni.
Attaccare i decumani, utilizzarli come palcoscenico per disputare le proprie faide o per tracciare le linee di nuovi equilibri criminali, significa attaccare tutta Napoli e quanto di buono è stato faticosamente creato in questi anni dai napoletani "per bene".
 
Tramite i canali social è subito arrivata la risposta di Sorbillo, vittima già 5 anni fa di un incendio negli stessi locali il quale, dispiaciuto per l'accaduto, ha dichiarato che non sarà certo il coinvolgimento in questo brutto fatto di cronaca a fermare le attività della sua famiglia, così come non lo era stato il primo episodio e che, continuerà a lavorare per portare fuori dal capoluogo campano una immagine della Napoli giusta, quella che lavora, che si rimbocca le maniche davanti alle mille difficoltà quotidiane e che è fatta di cittadini onesti.
Immediata anche la reazione dei social e dei mezzi di informazione, tutti schierati con Gino Sorbillo. Da qui un susseguirsi di messaggi di solidarietà, foto e articoli tutti a sostegno della famiglia Sorbillo e della città di Napoli accanto ai quali non sono mancate le polemiche legate in particolar modo al problema sicurezza e alla individuazione delle responsabilità della nuova situazione. 
Anche il vicepremier Matteo Salvini promette visite a Napoli e ad Afragola venerdì 18 gennaio.
 
Per il sindaco Luigi de Magistris: << Più forze dell'ordine, dal Governo solo chiacchiere. Chi fa queste cose non è un napoletano e va espulso dalla città>>
 
L'esplosione della bomba diventa un caso che scuote tutti. Ovviamente tutto l'ambiente del food, ma anche quello dell'arte e del cinema si è stretto intorno alla famiglia Sorbillo manifestando il proprio appoggio tra tweet e post. La notizia su chi rappresenta una Napoli bella e operosa ma bersaglio di atti criminali fa la notizia del globo: non solo i media e le tv nazionali ne parlano ma anche la stampa internazionale la raccontano, la commentano e ne scrivono.
C'è chi la disegna come Mauro Biani , noto per le sue vignette su Il Manifesto  che rappresentando un Pulcinella che lancia una pizza tuona più di mille parole.
 
L'auspicio è che con questa situazione e con la vera e propria campagna mediatica che si è in brevissimo tempo generata, si possa dar voce anche a tutti i "meno famosi" vittime della camorra, spingendoli a denunciare, ad accusare affinché il malaffare non si riappropri del territorio. E che anche le autorità competenti, dalle locali alle nazionali, evitando inutili proclami da campagna elettorale dell'ultima ora, si impegnino per un controllo più puntuale del territorio in grado di restituire Napoli ai napoletani e a chiunque voglia ammirarla e apprezzarla per quello che di bello ha da offrire.
Volendo ricordare l'attualissimo De Andrè "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori".
 
Anna Orlando