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Le visite politico-istituzionali hanno segnato anche quest’anno l’apertura del Vinitaly, inaugurato ieri a Verona. In fiera si è presentato tra gli altri il premier Giuseppe Conte, che ha dichiarato: <<Andiamo fortissimi e le prospettive di incremento dell’export vitivinicolo italiano sono notevoli>>.

Al padiglione della Regione Veneto, Conte ha brindato all’apertura della 53ma edizione del salone del vino e distillati con il presidente di Veronafiere Maurizio Danese e con il dg Giovanni Mantovani, con il governatore Luca Zaia e col ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio. Per la cerimonia di inaugurazione ufficiale sono giunti invece la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro degli Interni Matteo Salvini e il commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan che, a fronte di un export complessivo di 20 miliardi in vino, dei quali oltre 6 miliardi sono italiani (secondi in classifica dopo i francesi), ha rimarcato: <<Come Unione Europea stiamo lavorando per costruire rapporti commerciali in tutto il mondo e la diplomazia economica sta dando grandi risultati, dall’Asia ai nuovi mercati emergenti come l’Australia>>.

Politica a parte, è il Vinitaly dei record. Sold out da novembre, la fiera ha superato per la prima volta i 100mila metri quadrati di superficie espositiva, con la presenza di 4.600 espositori e con il debutto delle nuove aree dedicate ai produttori bio e al design legato al vino. Grand' novità di quest'anno sono  l’Organic Hall al padiglione F, dove si terranno Vinitalybio (organizzata in collaborazione con Federbio) e la collettiva dell’associazione Vi.Te-Vignaioli e Territori per rappresentare i vini artigianali. Nasce inoltre Vinitaly Design, raggruppando i prodotti e gli accessori collegati all’esperienza degustativa.

C’era grande attesa per l’annuncio dell’imminente sbarco della fiera in Cina, con l’apertura prevista probabilmente a Shenzhen di una piattaforma dedicata per spingere le azioni del salone (e quindi del vino italiano) sul più importante e promettente mercato asiatico. Ieri il presidente Maurizio Danese e il direttore generale Giovanni Mantovani non hanno svelato ulteriori dettagli a riguardo, ma probabilmente è questione di giorni: l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare mercoledì, giorno di chiusura della manifestazione. E l’obiettivo per il 2020 già indicato nel piano industriale è l’attivazione di un progetto simile marchiato Vinitaly per gli Stati Uniti.

Alla cerimonia inaugurale, Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor ha presentato il report sui numeri e le tendenze del mercato italiano. Si beve meno, ma si beve quasi tutti e in modo più responsabile: la media è di 2-4 bicchieri a settimana, consumati soprattutto in casa, ma è rilevante la quota di tutte le generazioni, con i millennials (18-38 anni) che evidenziano già un tasso di penetrazione pari all’84%, in aumento sia a casa che nel fuori casa.

Il mega-vigneto Italia da 650mila ettari, con 406 vini a denominazione e con 310mila aziende legate al settore, produce un produce un valore al consumo che secondo l’analisi è stimato in 14,3 miliardi di euro nel 2018, pari a 22,9 milioni di ettolitri.

È un rapporto edonistico quello tra gli italiani e il vino, fatto di soddisfazione dei sensi più che di conoscenza, con solo un quarto dei consumatori che si dice in grado di riconoscere ciò che sta bevendo. Tra i criteri di scelta, il territorio di produzione la spunta su denominazione e vitigno. Assieme sommano il 61% delle risposte e si rivelano molto più importanti di prezzo, brand aziendale, consigli di sommelier e caratteristiche green. Tra i ‘saranno famosi’ nei prossimi 2-3 anni, i consumatori indicano invece gli autoctoni (28%) e i biologici (19%).

Ma anche arte e cultura quest'anno a Vinitaly. Sarà presentato domani 9 aprile al padiglione  nel Padiglione Campania di Veronafiere, nell’ambito del workshop “La geologia nel bicchiere. I paesaggi e i vini vulcanici campani il Museo dell’Arte, del Vino e della Vite al MAVV – WINE ART MUSEUM,  con la partecipazione di Antonello Fiore, presidente SIGEA; Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione UniVerde; Gennarino Masiello, vice presidente nazionale Coldiretti; Eugenio Gervasio, Founder & CEO MAVV.  Nel corso dell’incontro sarà presentato l’audiovisivo “Suonare il vino – Bolero diVino” del regista Arash Radpour e del musicista Robert Tiso, un’opera prodotta da MAVV – Wine Art Museum.

L'obiettivo della nascita del Museo dell'arte, del vino e delle vite è far conoscere il mondo del Vino anche come patrimonio artistico, culturale, scientifico e storico del territorio, promuovendo il settore enologico come risorsa dello sviluppo economico.

La Redazione