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 Un claim in particolare fa scalpore recitando “Solo da qui. Solo Pomì”. Lo slogan è accompagnato dall'immagine di un pomodoro inserito nella parte superiore della cartina geografica italiana, ad indicare la provenienza esclusivamente settentrionale degli ortaggi usati dalla ditta.

Ma qualche informazione trapela via radio.

“Proprio ieri, durante la diretta della trasmissione La Radiazza, di Gianni Simioli, a cui ero presente- spiega Francesco Borrelli- abbiamo ricevuto una serie di segnalazioni da parte di alcuni autotrasportatori che servono la Pomì. Secondo questi lavoratori, molti dei pomodori utilizzati dal brand di conserve, proverrebbero proprio dalla Campania, ma la ditta avrebbe imposto l'assenza di etichette di tracciabilità.”Sorbillo e Borrelli

E' a questo punto che Gino Sorbillo, pizzaiolo ed ex scugnizzo di via Tribunali, scende in campo con la sua pizza “No Pomì” per schierarsi contro chi offende la sua terra. Il ristoratore del centro di Napoli, è già noto per quelle che lui stesso ama chiamare le pizze parlanti. Piatti commestibili, uguali a quelli che serve nel suo locale, ma allo stesso tempo installazioni da artista, che polemizzano con scritte, o accompagnate da cartelli, su fatti che toccano il cuore di un napoletano D.O.C.

“I veri pizzaioli, non utilizzano di certo ortaggi padani.- spiega Sorbillo- Le salse migliori si realizzano con pomodori provenienti dalle campagne tra Napoli e Salerno. E' del tutto infondato temere i prodotti dell'agro-nocerino-sarnese, da cui provengono buona parte delle materie prime per le conserve. Non tutte le zone della Campania, sono state coinvolte dagli scandali ecologici. Fare di tutta un'erba un fascio, significa mettere in ginocchio una regione già tanto provata dalla tragedia”

Nella bottega di don Gino le “buatte di pummarola” (tipico termine partenopeo) usate, non recano affatto il marchio del consorzio Casalasco del Pomodoro, ma vengono dalla sua regione.

“Invito i colleghi di tutta Italia a boicottare la Pomì- conclude il pizzaiolo- e l' azienda a fare marcia indietro rispetto a questa campagna denigratoria. La Annalisa, la Agrigenus, la Solania, sono ditte serissime che lavorano con materie prime assolutamente sicure. Conserve che io consumo e invito a consumare. Il pomodorino del piennolo e il San Marzano sono le uniche varietà di pomodoro riconosciute a livello europeo come prodotti di eccellenza. E' un danno per tutto il paese, distruggere l'immagine di materie prime riconosciute anche all'estero, come impareggiabili. ”

                                                                                                                                       Alessandra Cammarano