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Lo sapevi che
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Nella Bibbia è narrato che – in occasione della decima piaga in Egitto – gli ebrei salvarono il loro primogenito facendo un segno sulla porta di casa utilizzando sangue d’agnello.
In tal modo il cosiddetto Angelo della morte, alla vista del segno, “passava oltre” e risparmiava la famiglia. Per cui ogni anno, per onorare e ricordare questo evento gli ebrei sacrificavano un agnello a Dio. Il sacrificium di animali domestici, bovini ed ovini era infatti molto diffuso nell'antichità. 

Curiosità storico-bibliche a parte, la pietanza dell’agnello viene spesso confusa con quella del capretto. E infatti c’è chi a Pasqua mangia o l’uno o l’altro. E chi mangia entrambi. Addirittura in Sardegna, a questi, aggiungono il maialetto, altresì detto porceddu.


Per dare qualche elementare indicazione sulla distinzione è bene sapere innanzitutto che agnello e capretto da latte sono animali alimentati esclusivamente a latte appunto. Ci sono poi l’agnello e il capretto tout court, ed in questo caso ci si riferisce ad animali già svezzati. Distinguere i due tipi di carne, una volta macellati, non è semplice.

Se è presente la testa bisogna guardare le orecchie: l'agnello le ha più grandi, mentre il capretto ha il collo più corto e diritto.
Nell'agnello il grasso è molto più abbondante, di cui la maggior parte è concentrata per lo più nel sottocute. Al contrario nel capretto il grasso sottocutaneo è quasi inesistente mentre è possibile trovarlo tutto attorno ai reni (la cosiddetta “rognonata”). Questo è il motivo per cui la carne di capretto risulta più delicata. La carne d'agnello ha un colore che generalmente tende al rosato, mentre in quella del capretto prevale il bianco. Tanto più marcato è il colore tanto più l’animale si è nutrito d’erba, cosa che rende meno delicato il sapore.

Anche per quanto riguarda la questione dei tagli, le due carni vengono trattate in modo analogo. Possono essere semplicemente divise in due mezzene oppure in quarti con la divisione di ciascuna mezzana all’altezza del lombo. O ancora si possono sezionare le cosce, le spalle e la lombata o carré. Infine c’è la sella, che si ottiene quando la lombata destra e quella sinistra restano unite.


Per cui: quale scegliere? Come per tutte le cose dipende dai gusti.
Ciò di cui si può essere sicuri e che se la carne sarà tenera e delicata il pranzo di Pasqua sarà un vero e proprio successo.

 

                                                                                                                                               Alessio Cacciapuoti