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Sbarca in Italia Junior MasterChef, la prima edizione in onda su Sky Uno. Piccoli cuochi si sfidano tra i fornelli sotto il giudizio insindacabile di Bruno Barbieri, Alessandro Borghese e Lidia Bastianich (si, la madre di Joe). Hanno un’età compresa tra i 9 e i 13 anni e a quanto pare, una pizza con wurstel e patatine o un panino con la cotoletta sono roba da archiviare. Per loro solo Filetto pancettato con salsa alla senape e tortino di patate oppure Tortelli ripieni di squacquerone con pesto di rucola. Ottimo, per la soddisfazione dei nutrizionisti, per la gioia dei genitori che non devono rincorrere bambini capricciosi a tavola e per la contentezza di chi, soprattutto negli ultimi anni, si prodiga alla diffusione di un consumo alimentare consapevole anche tra le giovanissime generazioni. Fabio e Alissa, entrambi dodicenni, sono gli autori di queste due ricette durante una delle ultime puntate di Junior MasterChef che ho guardato mentre cercavo di prepararmi qualcosa da mangiare con le poche provviste del mio frigo mezzo vuoto. E, mentre scrivo, ancora non so bene quale reazione abbia procurato in me la vista di questi “nanetti” alle prese con coltelli affilati, robot e fiamme ossidriche da cucina.

masterchef-juniorMagari invidia. Ai miei tempi il massimo che mi veniva concesso erano le forbici con le punte arrotondate. Lo diceva pure Giovanni Muciaccia. Roba di epoche passate, sembrerebbe. Preistoria, quasi. I mini chef di Sky mangiano, impiattano, sfilettano, tritano esattamente come i grandi, sono ordinati, sanno maneggiare le posate e non disperdono pezzi di cibo in qualunque angolo della cucina. Un sogno. Forse.

Poi senti dire da Alessandro, 12 anni, che da piccolo sognava di fare lo chef e da Federico che per far sorridere un bambino bisogna fargli vincere Masterchef e a quel punto qualche domanda te la poni.

Si è vero. Rispetto alla competizione culinaria degli adulti il clima è molto diverso e sicuramente più disteso. Non ci sono eliminazioni singole ma classifiche e blocchi interi di eliminati che ricevono comunque targhe e pergamene come premio. Ma, fino a che punto è giusto spingersi con i bimbi che fanno gli adulti? Ho letto in giro che la prima puntata ha fatto un boom di ascolti con circa 900.000 mila spettatori e che 4 mila bambini si sono presentati alle selezioni. Questo vuol dire che ci sono altrettante famiglie che ritengono positiva la partecipazione a questo tipo di programma. Certamente è molto più educativo vedere dei bambini che si sfidano con la cottura di un filetto piuttosto che vedere ragazzine truccatissime sfilare su una passerella in alcuni talent americani. Il rischio però è che tra una cottura ed un'altra, una mantecatura ed una riduzione in crema, queste piccole stelline si prendano troppo sul serio perdendo quella spensieratezza che è propria dei bambini.

Annarita Costagliola