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Dapprima prodotto d’èlite, destinato all’alta borghesia, fu solo verso la fine del XVIII secolo che la mozzarella di bufala divenne un formaggio di largo consumo. Il merito fu tutto dei Borbone, i quali fecero realizzare nella Reggia di Carditello un enorme allevamento di bufale con annesso un caseificio sperimentale per la trasformazione del latte.

Oggi è uno degli alimenti DOP più consumati in Italia, sia d’inverno che d’estate. Ma come si dà la forma alla mozzarella? Il termine “mozzarella” deriva da “mozzare”, un’operazione che consiste nel maneggiare con le mani e con moto caratteristico il pezzo di cagliata filata e di staccare subito dopo con l’indice e il pollice le singole mozzarelle, classicamente rotonde. Ma le forme sono varie. Dalla grande e tonda alla treccia, dal bocconcino fino alle ciliegine e alle perline, ottime da servire per l’aperitivo.

Ma attenzione! Guai a contaminarla con l’olio, anche il più buono in assoluto. Va gustata senza condimenti, in dolce solitudine. Al massimo, qualche San Marzano a farle compagnia e qualche foglia di basilico fresco. Dimentichiamoci forchetta e coltello, rimbocchiamoci la manica e assaporiamola con le mani, ignorando il rivoletto di siero che scivola lungo le mani. Altro errore comune e grossolano: conservarla in frigo. Perderebbe le sue qualità migliori.

Ma come si fa a riconoscere una mozzarella di bufala DOP?

Molto spesso capita di non saper valutare la freschezza e la qualità della mozzarella di bufala. Bastano solo pochi piccoli accorgimenti per non ritrovarci nel piatto una bufala di mozzarella! Per prima cosa bisogna prestare attenzione all’etichetta, che è la carta d’identità della mozzarella. In questo modo si può leggere la provenienza effettiva della mozzarella che stiamo acquistando, che deve essere rigorosamente originaria della Campania, altrimenti si tratta di una bufala…e basta! Deve essere riportata la denominazione “mozzarella di bufala campana DOP”, con tanto di marchio che ne attesta l’autenticità. Per valutarne la freschezza, basta osservare bene la superficie esterna, che deve essere sottile e bianca, mentre al palato la consistenza deve essere croccante, dal sapore intenso di latte. Questi i piccoli segreti per acquistare una mozzarella di bufala sempre fresca made in Campania. Diffidate dalle imitazioni!

Segnaliamo, per gli amanti dei latticini di bufala e non, l’evento-degustazione “Andiamo in bianco. Viaggio nei latticini minori”. Presentano Laura Gambacorta e Giustino Catalano, i quali condurranno gli ospiti nella degustazione di latticini ottenuti da animali allevati allo stato semibrado. L’evento si terrà sabato 23 marzo ore 20:00 al Quartum Cantine Di Criscio (via G. De Falco 17/A, Quarto, NA).

Per info e prenotazioni:Rosa Di Criscio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Valeria Vanacore