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La fotografia food nasce con la pubblicità e il consumo di massa. L’obiettivo è quello di rendere appetibile il prodotto. Presentare i pasti come attraenti al pubblico mette in secondo piano la funzione primaria del cibo: quella di garantire la salute e la sopravvivenza degli esseri viventi. Attorno alla fotografia food lavorano diverse figure: un fotografo specializzato in food, un food stylist, un prop stylist o art buyer, e i loro assistenti.

 Il cibo fotografato perde il suo carattere reale e diventa metafisico attraverso l’alterazione della sua immagine. Spesso la fotografia food ritrae pasti non commestibili: la destinazione del suo uso non è infatti il consumo diretto, ma il desiderio di un prodotto venduto sul mercato.

Dal 2010 al 2016 la fotografia food diventa elemento appetibile per i social network, canali con cui si condivide la propria quotidianità attraverso post in bacheche virtuali e fotografie. Oggi, tra le immagini più “postate” sui social, il cibo ha un ruolo di primo piano: prima di consumare il proprio pasto, gli utenti di facebook, twitter e instagram lo condividono con il pubblico.

Henry Hargraeves, fotografo neozelandese e newyorkese d’adozione, fa della sua ricerca dell’immagine food un provocatorio gioco di contaminazioni con il cibo-cultura. I lunghi viaggi e una full immersion nel mondo della moda hanno alimentato la sua passione per la fotografia fino al trasferimento a New York, dove lavora ancora oggi. Da allora si è affermato come fotografo grazie alle sue immagini divertenti, creative, provocatorie e memorabili. Ha lavorato per Ralph Lauren, Sagmeister e Walsh, GQ, V, New York Times e Vice.


Partendo dalla riflessione sul consumo visivo del cibo, Hargraeves si avvicina all’antropologia e alla psicologia. I suoi progetti fotografici utilizzano la food photography per affrontare tematiche che riguardano il consumo del cibo nella quotidianità e nella vita dell’uomo. Tra i lavori più importanti Celebrated for you è un insieme di scatti che celebra i compleanni dei più importanti registi del mondo, da David Lynch a Quentin Tarantino. Il gusto cinematografico del regista è simboleggiato dalla sua torta di compleanno. “Band riders” ritrae i pasti dei musicisti nel backstage. I riders, spiega il fotografo: << Si usano per indicare come i musicisti vogliono che sia montata e preparata la loro strumentazione, come desiderano che sia organizzato il loro camerino, e quale tipo di cibo e bevande richiedono>>. Tramite il cibo e l’allestimento della tavola Hargraeves dipinge le personalità complesse e originali di artisti come Axl Rose, Beyoncé, Foo Fighters: <<Ho deciso di concentrarmi sulle richieste più particolari e di fotografarle nello stile delle nature morte del barocco fiammingo perché avvertivo un collegamento diretto tra i temi di quel genere di dipinti e i rider: l’idea del tempo che passa e la mortalità della carriera di un musicista una volta che le luci della ribalta si spengono>>, spiega il fotografo.

L’ultimo progetto fotografico di Henry Hargraeves, No Seconds, è una denuncia alla pena di morte in America. Ricostruendo l’ultimo giorno di alcuni condannati a morte il fotografo ha preparato e fotografato i cibi che avevano desiderato mangiare prima di morire. Se il consumo dei pasti indica qualcosa di fisico e materiale, che comprende la quotidianità dell’essere umano, l’ultimo pasto rappresenta invece il passaggio al mondo metafisico: quello del desiderio che precede la morte. Secondo Hargraeves l’ultimo pasto del condannato può esprimere il suo status psicologico: <<sono molto interessato alle scelte delle persone per quanto riguarda il cibo. È una di quelle cose che tutti fanno diverse volte al giorno, ma non lo si guarda mai davvero fuori dal contesto immediato, né si pensa a che cosa dica a proposito di chi compie la scelta>>.  Tra i condannati c’è chi ha ordinato piatti ricchi, soprattutto di fritti, chi mezzo chilo di gelato, chi solo un’oliva, chi ha rifiutato di scegliere ricevendo il pasto standard.

Henry Hargraeves ha inventato un nuovo modo di fare fotografia. Ha aperto il canale della food photography ad un uso critico. Da strumento a scopo pubblicitario la fotografia del cibo è diventata, grazie all’artista neozelandese-americano, un messaggio di denuncia e un simbolo della mente e della vita umana.

 

Elèna Lucariello