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Dieci anni fa Jean ha lasciato la famiglia, proprietaria di un grande vigneto a Meursault in Borgogna, per girare il mondo. A causa della malattia terminale del padre, decide di lasciare temporaneamente l’Australia, dove viveva con la moglie e il figlio, per tornare a casa e riunirsi con la sorella Juliette e il fratello Jérémie. Ma la morte del padre poco prima dell’inizio della vendemmia ricopre i fratelli di nuove responsabilità, tra le quali la ricerca di una grossa somma di denaro con la quale pagare le tasse di successione. Al ritmo del susseguirsi delle stagioni, i tre giovani adulti riscoprono e reinventano i legami familiari, uniti dalla passione per il vino.

Questo è il plot Ritorno in Borgongna del regista francese Cédric Klapish, noto per L'appartamento spagnolo e Bambole Russe , è un appassionato dramma familiare che ha conquistato la critica internazionale per la sua delicatezza e che da oggi approda anche nelle sale cinematografiche italiane. Una storia agrodolce in cui i legami dei tre fratelli, persi e che provano a ritrovarsi non senza difficoltà, ruotano attorno  all'azienda vinicola di famiglia ereditata e al dilemma sul vendere o continuare con la sfida di tenere insieme questa passione di famiglia legata alla grande tradizione del terroir borgognone è fondata su un passato custodito gelosamente nelle cantine, quello dei vini invecchiati e più prestigiosi; si ragiona sul lungo periodo, con la certezza che un domaine sia destinato a durare per sempre diventa specchio di questa famiglia e delle sue radici, indagando sul senso stesso del concetto di casa. 

Ed ecco che il vino diventa il cardine, se non addirittura il mezzo, con cui i personaggi - interpretati da attori molto carismatici- iniziano a creare un nuovo lessico familiare. 

Klapish è un ottimo regista di attori , come del resto ha già dimostrato anche nel corale Parigi , ma lo sguardo vivo e tenero con cui 'tesse i fili' di questa storia familiare dimostra quanto Ritorno in Borgogna dimostri quel passaggio alla maturità sia nella scrittura che dietro la macchina da presa.

 Un film che fa venire voglia di brindare alla vita e al valore degli affetti e che, come ha sancito Rolling Stone: " si osserva, si gusta e che profuma come un buon vino” 

Correte, correte al cinema!

 

 

An. Fio.