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“Pronto, Montalbano sono!” basta questa frase cult e subito si è incollati davanti la tv per essere risucchiati nel mondo de Il Commissario Montalbano, che ritorna oggi su Rai 1 con due nuovi episodi: La Giostra degli Scambi e Amore.

Dopo il Festival di Sanremo il ritorno delle avventure di Salvo Montalbano è l’evento televisivo più atteso. Il personaggio inventato dalla magica penna di Andrea Camilleri, che ha il volto di Luca Zingaretti, è diventato un vero classico, un volto familiare al pubblico, conquistando a ogni film nuovi spettatori e consensi unanimi. Con questi due nuovi episodi la più fortunata, premiata e acclamata tv movie collection arriva a 32 film complessivi. Il successo delle storie del commissario di Vigàta, oltre alle prime visioni ha raggiunto ben oltre i 10 milioni di spettatori e si è consolidato negli anni anche grazie alle repliche continuando a ottenere ascolti record anche al sesto o settimo passaggio televisivo. Ma il successo de Il Commissario Montalbano non si ferma all’Italia, infatti è stata la prima serie italiana venduta all’estero e negli anni è stata trasmessa con ottimi risultati in oltre 60 paesi di tutto il mondo.

Tanti gli ingredienti che hanno contribuito negli anni al successo delle storie di Montalbano: sicuramente la complessità di Salvo che lo rendono unico e le meticolose caratterizzazioni dei personaggi che popolano l’universo creato da Camilleri; le atmosfere un po’sospese nel tempo; gli odori di quella Sicilia sublime e indolente e c’è la cucina tanto amata da Salvo Montalbano, anzi se vogliamo dirla tutta, lui la venera tanto da  imporre un religioso silenzio perché Montalbano quando parla non mangia e quando mangia non parla.

Che siano i piatti di pesce fresco preparati prima dal ristorante Calogero poi dalla trattoria in riva al mare di Enzo o che siano le prelibatezze casalinghe come gli arancini, la caponata o la pasta alla Norma preparati dalla fedele governante Adelina i piaceri della tavola sono momenti imprescindibili nei libri e nei film tv.

Immancabili sono le scene dove il commissario Montalbano assapori o non sia tentato da un piatto. Lo è anche nella puntata che andrà in onda questa sera, La Giostra degli Scambi, in cui il Montalbano è a pranzo con il suo migliore amico e vice Mimì Augello alias Cesare Bocci e il suo braccio destro l’ispettore Fazio interpretato da Peppino Mazzotta. In questa scena che fa venire l’acquolina a molti ghiottoni protagonista assoluta è una teglia di pasta 'ncasciata, piatto della tradizione messinese, realizzata con ingredienti semplici come caciocavallo, carne tritata e melanzane che si differenzia dalla pasta al forno perché è costituita da un unico strato, in cui il formaggio è il collante.

Oltre al gusto, fil rouge che lega i due nuovi episodi è l’amore.

Chi più di Camilleri ha saputo raccontare le mille anime dell’amore?

Dal frenetico impulso degli innamoramenti giovanili, con quel desiderio ardente di bruciarsi nel piacere, alla quiete dell’amore coniugale, fino agli amori senili dove il desiderio si trasforma nella tenerezza. Nei nuovi episodi La giostra degli scambi e Amore il maggiore indiziato è ancora una volta l’amore.

Nel primo film, “La giostra degli scambi”, lo spettatore assiste a una serie di strani indizi in un paesaggio stralunato. Il commissario Montalbano è trascinato dalla pantomima di una serie di vicende al limite del grottesco, non riesce a decifrare i segnali e, per la prima volta, sembra sul punto di arrendersi.

La scomparsa dei due giovani amanti Marcello e Silvana è come il sasso in uno stagno: increspa per un attimo la superficie, poi tutto si placa. Assistiamo ad una serie di episodi che sembrano non avere alcuna relazione tra loro. Solo il caso consegna a Montalbano un ultimo tassello che ci porta rapidamente alla soluzione.

Al regista il compito, in questo film, di muoversi nel grottesco fino alla scena finale, quando entra con lo spettatore nella camera della morte. Lascia il commissario solo nella gelida aria di morte a immaginare il più assurdo dei delitti.

Mai come in questa storia assistiamo alla contrapposizione tra vecchi e giovani, ed è ancora una volta l’amore la linea di demarcazione tra i due schieramenti.

Nella seconda storia “Amore” il titolo racconta un’altra lettura del sentimento.

La gelosia. La gelosia cieca degli amori passati che non possono essere cancellati dalla memoria e l’infinita tenerezza di amori perenni che non vogliono finire.

Entreranno in gioco due vecchi attori di teatro che sono tornati a Vigàta per finire insieme i loro giorni.

Montalbano li scopre una notte, mentre si preparano all’ultimo viaggio, provando la scena come in una commedia dell’assurdo.

Entriamo nella vita di Saverio Moscato, che avvelena il suo amore per la povera Michela Prestia, per la folle pretesa di cancellare il passato.

Persino Montalbano, in questo film, cade nella trappola. Accecato dalla gelosia costringe Catarella a macchiarsi di una improbabile indagine. Navigando goffamente sulle pagine di un social network il commissario crede di scoprire il ritorno di fiamma di un amore giovanile di Livia.

A sciogliere i nodi delle vicende sono gli esiti finali, imprevisti e sorprendenti insieme.

Ancora una volta Camilleri ci consegna un finale aperto. Porta i suoi personaggi al compimento degli amori, a volte tragici, a volte comici, a volte teneri e consolatori.

 

 An. Fio.