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Lo schiaccianoci in legno con le fattezze del soldatino/principe che la piccola Clara ha ricevuto in dono è un’ immagine iconografica che va ben oltre il balletto. Soprattutto i più piccini lo associano anche ai dolcetti tradizionali che si trovano sull’albero di Natale. Per certi aspetti, in questo caposaldo della danza ci sono dei delicati richiami al cibo, basti pensare alla I scena del secondo atto in cui vengono accostate La danza spagnola al cioccolato; La danza araba al caffè e La danza cinese al tè. Se andiamo a spulciare più a fondo qualche altro sottile legame con l’enogastronomia  si potrebbe palesare se si fa una chiacchierata con Elik Melikov direttore artistico del Balletto di Mosca La Classique che sta portando in giro per il mondo questa versione de Lo Schiaccianoci che da oggi fino a domenica sarà a Napoli al Teatro Bellini, per poi continuare il suo tour europeo a Milano, Bologna e nel Regno Unito. Dall’intervista che abbiamo fatto all’anima di questa compagnia, viene fuori l’indole gioviale di Melikov che potremmo definire un buongustaio della prima ora, tanto che ha scelto di vivere parte della sua vita in Italia anche per la nostra cultura gastronomica.

Cosa deve aspettarsi lo spettatore dalla messinscena de La Classique de Lo Schiaccianoci?

Una messinscena rigorosa, ricca di costumi con dettagli minuziosi ( ndr i costumi sono ideati dallo stesso Melikov ), scenografie sorprendenti, eleganti e ricche. I ballerini solisti hanno anni di esperienza in questi ruoli e sono molto costumi lo schiaccianociabili nel rendere le coreografie di Marius Petipa accattivanti, ma soprattutto emozionanti. Il Valzer dei Fiocchi di Neve, la Danza Spagnola e quella Araba, sono davvero coinvolgenti. Un balletto dalle atmosfere natalizie imperdibile.

Con La Classique ha girato buona parte di mondo. Quale è la pietanza che ha assaggiato che più le è rimasta nella memoria?

Io adoro l’Italia, infatti oltre che in Russia, parte dell’anno vivo qui. Amo la cucina di qualità e non a caso ho scelto l’Italia perché è ricca di particolarità culinarie e prodotti d’eccellenza: la mortadella, i tortellini che si gustano a Bologna, la pasticceria napoletana, le mozzarelle campane, i brasati piemontesi e i tartufi di Alba, i vini del Trentino. In Italia c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

Considerando che la danza richiede un’alimentazione sana, quali sono i cibi più adatti per voi soprattutto durante gli esercizi, le prove e durante la tournée?

Ognuno dei ballerini del Balletto di Mosca La Classique, segue una rigorosa dieta a base di proteine, soprattutto petti di pollo, uova e talvolta insalata. Mangiano poco e spesso. Ma con tutto l’esercizio che fanno – ogni giorno provano minimo 6 ore - a volte qualche eccezione alla regola se la possono permettere, quando non si esibiscono.

In questo periodo che si trova in Italia quale piatto non vede l’ora di mangiare?

Come dicevo prima in ogni città ci sono le particolarità del territorio, a Napoli non vedo l’ora di fare una bella scorpacciata di mozzarelle di bufala, a Milano un buon assaggio di cotolette, a Bologna certamente i tortellini. Purtroppo non potrò fare assaggiare tutte queste prelibatezze ai miei ballerini perché la tournée è molto fitta e ricca di date.

Siamo a Natale. Quali sono i cibi tradizionali che non devono mai mancare durante un banchetto natalizio russo?

 

Il Natale in Russia si festeggia il 7 gennaio secondo il calendario della Chiesa ortodossa, quello Giuliano. La festa più sentita e celebrata in Russia è il Capodanno, il 31 dicembre, serata in cui si fa la cena in famiglia e con gli amici più cari. Anche preparare il cibo è un rito familiare: tra i piatti tradizionali non può mancare l’insalata Oliv’jè, un’insalata russa in cui si aggiunge prosciutto e preparata non con maionese ma con Smetana, una panna acida. Sulle tavole imbandite ci sono tacchini affumicati, salmoni e l’immancabile caviale. E poi i brindisi, sempre molto poetici, in cui ogni invitato fa un discorso augurale. 

Antonia Fiorenzano