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Quella del 22 febbraio 2015 è stata l’ottantasettesima notte degli Oscar, cerimonia che ha visto premiare «Birdman» e «Grand Budapest Hotel» con quattro Oscar, seguiti da «Winplash» che ne ha ottenuti tre mentre «Boyhood» e «American Sniper» solo uno, a differenza di quanto molti avevano previsto.

Nessuna eclatante vittoria quindi, al contrario di quanto successo spesso negli anni passati quando si sono visti pochissimi candidati aggiudicarsi la maggior parte delle statuette in palio.

Sorprendente come ogni anno è stato invece il Governors Ball, il gala ospitato dal Consiglio di Amministrazione dell’ Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Los Angeles che dopo la serata di premiazioni ha intrattenuto 1.500 ospiti tra vincitori, nominati all’Oscar, presentatori e personaggi televisivi.

Il banchetto è il frutto della maestria dello Chef austriaco Wolfgang Puck - giunto alla sua ventunesima edizione consecutiva come Master Chef dell’evento - e del suo team, composto da più di 300 addetti alla cucina, dieci direttori di sala, e circa un migliaio di operatori di servizio e supporto.

Il menù, costituito da più di 50 piatti che esemplificassero l’incontro tra vintage e contemporaneità in modo da apparire leggendario, ma allo stesso tempo innovativo, era composto da assaggi alacremente serviti dagli infaticabili camerieri inoltre disposti su capienti piatti da portata sistemati sui tavoli, garantendo una serata di grande stile, ma dal clima fresco e alla mano, così come stabilito da Puck.

La sfida messa in piedi dal famoso chef - e considerato il successo ottenuto, di gran lunga vinta – ha visto l’alternarsi dei prodotti più vari, alcuni dei quali riproducevano la sagoma del famoso Oscar (come ad esempio le tartine di salmone affumicato e caviale e i dessert di cioccolato dorato da portar via come souvenir).

L’estremo gusto e delicatezza nella fattura rendeva inoltre quasi un peccato la consumazione dei piatti, concepiti per soddisfare tutti i palati e le necessità, comprese quelle di vegani e celiaci per i quali quest’anno sono stati pensati piatti come la pizza vegetariana senza formaggio oppure i carciofi croccanti con gremolada di limone piccante o ancora le patatine di pastinaca con caponata e capperi.

A giudicare dalla quantità di cibo investita in quest’impresa e dal grado di elaborazione dei singoli piatti qualcuno potrebbe pensare che la fase di preparazione sia iniziata un bel po’ di tempo prima dell’evento in sé. Ma a tal riguardo Puck ci ha tenuto a precisare che non è così: «Compriamo gli ingredienti e prepariamo tutto all’ultimo momento. La mia cucina ha ricevuto i prodotti venerdì e l’evento si è tenuto domenica. Per il timballo di pollo, per esempio, abbiamo cucinato il pollo sabato mattina, abbiamo fatto la salsa, e poi composto il timballo domenica mattina. Dopodichè non restava che cuocere il tutto».

Resta a questo punto da soddisfare la «fame» dei lettori venendo al menu vero e proprio, organizzato in cinque portate principali: antipasti, assaggi, snack caldi, snack freddi e dessert, a cui si aggiungeva un ricco bancone di sushi attentamente preparato da cinque grandi chef giapponesi:

Vassoi di antipasti

Mini Hamburger di Wagyu con formaggio Cheddar stagionato e Remoulade

Aragosta con pancetta, pomodoro, aioli con erba cipollina e brioche

Rape con pastrami d’anatra e mostarda di mele

Tartare di tonno piccante in coni di miso con sesamo

Uova mimosa con granchio piccante

Patatine di pastinaca con caponata e capperi

Cheddar stagionato alla griglia con pomodori arrostiti

Toast di Nixtamal affumicato con avocado e salsa verde

Carciofi croccanti con gremolada di limone al peperoncino

Assaggi

Pretzel fatti in casa, Pimento cheese

Gouda invecchiato cinque anni e Parmigiano Reggiano

Uova mimosa con granchio piccante

Nocciole arrostite con rosmarino, pepe di cayenna, sale marino e zucchero di canna

Grissini e Lavas

Snack serviti caldi

Patate al forno con caviale

Pasticcio di pollo con tartufo nero

Pastinaca con cioccolato bianco, pere, rosmarino e oro 24k

Macaroni & Cheese al forno

Galette croccante di patate con salmone affumicato e caviale

Costolette di Wagyu con purea di zucca Kabocha affumicata al fieno

Agnolotti al sedano e tartufo nero invernale

Sogliola con finocchio, peperoncino rosso e Vinaigrette di arancia e miso

Snack serviti freddi

Insalata d’aragosta con carciofi, asparagi, fave, baby barbabietola e Vinaigrette di agrumi

Insalata di pollo Chinois

Zuppa piccante di piselli dolci con tartufo nero

Dessert

Oscar – lecca lecca al caffè

Lecca lecca al burro di noccioline alla fragola

Millefoglie alla mela con gelatina di sidro

Creme Brûlée alla violetta con gelatina di ribes nero

Gommose al frutto della passione

Panna cotta al cioccolato al latte con lamponi

Cupcake agrodolci al cioccolato con glassa al Marshmallow

Mousse al cioccolato Hollywood e crème brûlée agli agrumi

Biscotti con gocce di cioccolato e cupcake al S’More

I famosi Oscar di cioccolato dorato a 24k di Puck  

E nel caso in cui questa lunga lista non avesse risvegliato in voi un appetito leggendario e vi fosse rimasta invece un po’ di curiosità riguardo alla lunga lista di film premiati prima che le pance dei divi fossero riempite, vi interesserà sapere quanto segue:

Miglior film: «Birdman» di Alejandro González Iñárritu  

Miglior regia: Alejandro Gonzalez Iñárritu per «Birdman» 

Miglior sceneggiatura originale: Alejandro G. Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris Jr.e Armando Bo per «Birdman» 

Miglior fotografia: Emmanuel Lubezki per «Birdman»

Miglior colonna sonora: Alexandre Desplat per il film «Grand Budapest Hotel» 

Miglior trucco: per il film «Grand Budapest Hotel» 

Miglior scenografia: per il film «Grand Budapest Hotel» 

Migliori costumi: Milena Canonero per «Grand Budapest Hotel» 

Miglior attrice protagonista: Julianne Moore per «Still Alice» 

Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per «Boyhood»

Miglior attore protagonista: Eddie Redmayne per «The Theory of Everything» 

Miglior attore non protagonista: J.K. Simmons per «Winplash»

Miglior montaggio: Tom Cross per «Winplash»

Miglior sonoro: Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley per «Winplash»

Miglior sceneggiatura non originale: Graham Moore per «The Imitation Game» 

Migliori effetti speciali: Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher per «Interstellar»

Miglior montaggio sonoro: Alan Robert Murray e Bub Asman per «American Sniper»

Miglior canzone: «Glory» di John Stephens e Lonnie Lynn nel film «Selma - La strada per la libertà» 

Miglior film straniero: «Ida» (Polonia) di Paweł Pawlikowski

Miglior film d’animazione: «Big Hero 6», di Don Hall e Chris Williams

Miglior cortometraggio di animazione: «Winston (Feast)», di Patrick Osborne

Miglior cortometraggio: «The Phone Call», di Mat Kirkby

Miglior cortometraggio documentario: «Crisis Hotline: Veterans Press 1», di Ellen Goosenberg Kent

Miglior documentario: «CitizenFour» di Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy e Dirk Wilutzky

 Micole Imperiali

 

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