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festival del giornalismo alimentare
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Dal 25 al 27 febbraio 2016, presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale di Torino, la prima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare racconterà tutte le facce della comunicazione dedicata al tema dell'alimentazione. Il Direttore dell'evento Massimiliano Borgia ha risposto alle domande di inFOODation.

"Quando il cibo fa notizia, quando la notizia parla di cibo" è lo slogan del Festival del Giornalismo Alimentare, manifestazione nata dall’idea di un gruppo di giornalisti, che, partendo dal basso e sfruttando le opportunità dei social media, vuole accendere il confronto nel mondo della comunicazione per trattare temi quali i recenti allarmi lanciati dall’OMS sul consumo della carne rossa, il modo con cui il giornalismo economico si approccia al "diritto al cibo", i reati alimentari, l’educazione nelle scuole e l’enogastronomia come comparto strategico per la promozione del territorio.

Insomma spingere a fare rete, creando una community di esperti del settore della comunicazione sull'alimentazione, tra stampa, comunicatori, blogger, aziende, istituzioni, uffici stampa, scienziati, alimentaristi e influencer. L'importanza di una simile sinergia è valorizzata dalle esigenze che lo stesso popolo della rete esprime, che sappiamo essere il diretto portavoce della società civile. Un cambiamento, è quanto si chiede, per avere maggior conoscenza della filiera degli alimenti, sulla loro origine e dunque qualità. Perché no anche per ritrovare e difendere rituali e tradizioni che i social media consentono di condividere anche a grandi distanze.

Quindi non solo ricette, dosi e procedimenti. Qui si va oltre il feedback sul locale di tendenza o l'avvertimento su quello da evitare. Il cibo e le connesse abitudini di alimentazione in quanto preparazioni quotidiane sono l'emblema di un miglioramento che si richiede proprio per la vita di tutti i giorni. Il ruolo della comunicazione professionale è interpretare questo bisogno, soddisfarne il desiderio di conoscenza e continuare a dargli voce.

Il Direttore Massimiliano Borgia ci dice qualcosa di più circa intenzioni, obiettivi e possibilità che il Festival del Giornalismo Alimentare propone al mondo della comunicazione e intende cogliere tra le infinite risorse legate al cibo:

Ci racconti a quale esigenza risponde la creazione del Festival del Giornalismo Alimentare.
 
Il Festival nasce dall’esigenza di creare un momento di confronto attorno alla comunicazione alimentare, un tema che interessa indistintamente tutti gli ambiti del giornalismo.
Vogliamo coinvolgere una platea eterogenea di giornalisti, comunicatori, blogger, aziende, istituzioni, uffici stampa, scienziati, alimentaristi e influencer, e dare vita, insieme a loro, a una rete che tenga vivo il dibattito sull'alimentazione in modo costante, arricchendolo con spunti, buone pratiche e una collaborazione costruttiva. Nasce anche dalla necessità di far incontrare i diversi giornalismi e aprire un dialogo tra i media e i professionisti della sicurezza alimentare, per trovare il modo corretto di divulgare ricerche e scoperte scientifiche al grande pubblico.
 
Ritiene ci siano strade che la narrazione dell’enogastronomia ancora non ha percorso e siano da intraprendere?
 
Il nuovo percorso da intraprendere per la comunicazione sarà quello di offrire un’informazione completa e di qualità, per venire incontro ai diritti dei cittadini-lettori, che chiedono sempre più chiarezza e trasparenza sull’argomento.
Tutti noi che ci occupiamo di cibo, quindi, non dovremo più limitarci ai soli aspetti enogastronomici, ma dovremo essere capaci di sviscerare il “tema alimentazione” in ogni suo aspetto, compresi quelli legati alla ricerca scientifica e alla sicurezza alimentare.
   
Quanta parte del fenomeno del giornalismo alimentare è parte integrante di un business e quanta invece indaga in maniera oggettiva la realtà enogastronomica dei nostri territori? Come mettere in guardia i lettori da fonti poco affidabili e magari guidate da ragioni di marketing?
 
Il punto cruciale riguarda il rapporto tra fonte e giornalista e il senso della comunicazione.
Se il giornalista si limita a riprendere il semplice comunicato stampa, senza approfondire il tema coinvolgendo ed ascoltando altre fonti, non offrirà un servizio completo e di qualità al proprio lettore. Anzi, correrà il rischio di cadere in qualche “bufala” o di esagerare con gli “allarmismi” che, se relativi ai temi di cibo e alimentazione, suscitano sempre molto scalpore.
Non dobbiamo pertanto diventare dei comunicato-dipendenti, accontentandoci di svolgere il compitino, ma dobbiamo garantire un’informazione seria e affidabile, in modo da dare il giusto valore al ruolo sociale del giornalista.
 
Ci descriva un piatto “futuribile” che le piacerebbe raccontare nella sezione “Cucina” di una testata on line.

Potrei rispondere che una ricetta futuribile interesserà il consumo di insetti (CLICCA QUI per l'articolo "Croccanti amici volanti") oggetto di numerosi studi e di cui si è dibattuto anche in occasione di Expo 2015. In verità la nuova vera frontiera dell’alimentazione riguarderà la nostra capacità di valorizzare dei micronutrienti. Tanto per fare un esempio, sarà molto più importante imparare a mangiare una mela con la buccia che imparare a mangiare una cavalletta.

Il cibo racconta storie da tutti i tempi. Oggetto di sanguinose lotte per l'affermazione del suo diritto, sa presto convertirsi a soddisfazione per il palato e per il cuore.

Il cibo è delle mamme, per i bimbi. Il cibo è dei padroni di casa per gli amici ospiti. Il cibo è naturalmente buono sui banchi del mercato, e diviene arte nelle cucine dei grandi chef.

Il cibo in quanto sostegno per l'alimentazione ci è donato dalla democratica Natura, per tutti. E tutti noi non possiamo ignorarlo.  

Federica Mazza.