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Il convegno gastronomico, ideato da Barbara Guerra e Albert Sapere, è una vetrina fondamentale per la mozzarella di bufala campana DOP e un momento di riflessione sulla cultura alimentare mediterranea che coinvolge ogni anno grandi cuochi, produttori e giornalisti. Il parco chef di quest’anno brilla di luce propria, grazie al numero di stelle Michelin riunite in un solo evento. Ospite d’eccezione è certamente lo spagnolo Quique Dacosta, reduce dal 41° posto nella lista The World’s 50 Best Restaurant, ma gli altri nomi sul programma sono altrettanto noti nel mondo gastronomico. Davide Scabin, Antonino Cannavacciuolo, Mauro Uliassi, Niko Romito, Moreno Cedroni, Gennaro Esposito solo per citarne alcuni, ma anche i grandi interpreti della pizza napoletana come Ciro Salvo, Franco Pepe, Gino Sorbillo e i fratelli Salvo. Un grande evento per valorizzare un prodotto simbolo dell’arte casearia con un florido mercato in Italia e nel mondo e un fatturato da cinquecento milioni di euro l’anno tra piccole e grandi aziende.

L’appuntamento è importante per il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP che sostiene e valorizza tutti i produttori aderenti, ma la sorpresa di questi giorni sono state le dimissioni di Antonio Lucisano dalla carica di direttore.

antonio lucisanoLucisano è l’uomo che ha guidato il Consorzio nei periodi bui dopo lo scandalo diossina, spostando la promozione dal fronte popolare di sagre e festicciole, all’attenzione internazionale dell’alta ristorazione. Il susseguirsi di scandali e inchieste, fino all’ultimo sul latte congelato e il doppio stabilimento per la produzione della DOP separata da quella della mozzarella non tutelata, ha fatto sudare le proverbiali sette camicie a Lucisano. Un lungo periodo d’immobilità politica, l’assenza d’investimenti da parte della Regione, vecchie ruggini che riemergono dal passato e dal fallimento ideologico di ogni intervento statale sul settore della produzione primaria al sud, hanno logorato il rapporto certamente poco idillico tra il direttore e gli iscritti al Consorzio.

Non è stata rilasciata alcuna dichiarazione, ma le notizie nel giornalismo di settore circolano rapidamente e Luciano Pignataro su Il mattino ha fornito la versione dei fatti più realistica. La causa scatenante delle dimissioni è la proposta formulata da Lucisano di aumentare la quota d’associazione da 3 a 4 centesimi di euro per ogni chilo di mozzarella. La comunicazione non serve alla mozzarella di bufala: è questo il messaggio di un rifiuto tanto assurdo in un momento di espansione del mercato. La promozione internazionale, i congressi, lo stesso LSDM, i tentativi di creare cultura e tutela intorno al prodotto: tutto inutile per i produttori figli della cecità meridionale e di un’ignoranza atavica verso le necessità del commercio globale. Alcune produzioni del centro-nord spendono più del 5 % del fatturato nella comunicazione tramite i consorzi, mentre il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP spende meno dell’1%. Un aumento irrisorio (da 3 a 4 milioni l'anno), mal digerito da sindacati e produttori, che ha portato all’annuncio di Lucisano. La conferma avverrà il 25 giugno, data in cui conosceremo meglio i motivi delle dimissioni.

Per il momento godiamoci Le strade della mozzarella, sperando che i produttori ci ripensino e con loro Antonio Lucisano.

L.O.