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La vetrina del Made in Italy per il mondo: tanti miliardi e buoni propositi finiti nell’ennesimo scandalo anch’esso made in italy, tutto in minuscolo come merita.

L’Expo si farà, quasi certamente si farà. Rappezzeranno l’abito di gala per salvare la faccia, ma ormai è fatta e non resta che crucciarsi dell’ennesima occasione persa.

Nutrire il pianeta, Energia per la vita è il tema dell’evento internazionale in programma a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, ma come scrive Stefano Bonilli nell’editoriale de 9 maggio su Gazzetta Gastronomica, sarebbe più opportuno titolarlo Nutrire i costruttori, Energia per la politica. L’inchiesta della Procura di Milano e della Guardia di Finanza coinvolge la cosiddetta “cupola degli appalti” una cricca di costruttori, politicanti e organizzatori della fiera di cui sono noti pochi nomi (ne spunteranno certamente altri in odore di 416 bis): il costruttore Enrico Maltauro, l’ex piddiellino Sergio Catozzo, il direttore pianificazione acquisti ing. Angelo Paris e il commissario unico Expo 2015 Giuseppe Sala.

Il buon vecchio spettro di Tangentopoli, gli scandali dei Mondiali Italia ’90, tutto questo e molto altro torna alla memoria, osservando l’immagine di un fiorente imprenditore del produttivo settentrione che versa 10000 euro –dei 600000 pattuiti- nelle mani di un mediatore politicante in giacca e cravatta. Nulla di nuovo sotto il sole, vecchio copione per nuovi personaggi.

logo expo 2015Chi ci rimette in questa recita da strapazzo è l’immagine del Paese già notevolmente compromessa. D’altronde l’Expo già puzzava d’italietta da inizio anno, con voci che narravano di “consigli” disinteressati sulle aziende da ospitare, produttori di vino fortemente sponsorizzati e il classico teatrino di giochi di potere che trasforma l’enogastronomia italiana in una commedia da palcoscenico  di provincia. Ma queste sono illazioni, non è giornalismo.

I fatti narrano ancora una volta del commercio più fiorente per corrotti e corruttori: l’edilizia.

Ci si consola quasi che i programmi di riqualificazione urbana programmati per il Forum delle culture 2013 di Napoli, non siano andati in porto: figuriamoci cosa sarebbe accaduto nel capoluogo campano se l’evento-flop avesse coinvolto i nostri bravi costruttori sponsorizzati da Camorra Spa, con le mani in pasta nell’area occidentale della città, dove marciscono BagnoliFutura con le speranze dei cittadini.

In attesa di nuovo notizie sull’evento milanese, vi lascio una canzone, una riflessione sempre valida del cantautore flegreo " target="_blank">In prigione in prigione.

Luigi Orlando

 

 

 

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