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L'usanza di onorare le festività con lauti banchetti ricorre indistintamente fra popoli e territori diversi, essendo connaturata all'essenza stessa dello spirito festoso. Fra esse il Carnevale è senza dubbio la festività che più incita al godimento soprattutto del cibo. E siccome noi di inFOODation siamo ambasciatori della democratizzazione della sapienza culinaria, vi proporremo un contest in cui sfidarvi col gusto e con le dosi delle vostre ricette tradizionali, oppure reinterpretate.

Ma conosciamo qualcosa in più sulle motivazioni che nel tempo hanno affermato il Carnevale come la festività che onora, sopra tutti, il godimento del cibo.

Precedendo temporalmente la Quaresima, il Carnevale spinge a concedersi gli ultimi bagordi fra i banchetti in vista dei sacrifici che verranno. L'etimologia stessa del nome della festività rimanda alla privazione della carne, dal latino "Carnem levare" e da cui l'importanza che la carne di maiale riproposta in tutte le sue forme assume nella tradizione gastronomica della festività.

Il "Testamentum porcelli" scritto da un autore ignoto vissuto intorno al 350 d. C. , racconta la celebrazione della squisita versatilità del maiale sin dai tempi più remoti. Le parole sono le ultime di un maiale sacrificato per il Carnevale di quell'anno :

" Optimi amatores mei vel consules vitae,

rogo vos ut cum corpore meo bene faciatis,

bene condiatis de bonis condimentis nuclei, piperis et mellis,

ut nomen meum in sempiternum nominetur.

Mei domini vel consobrini mei, qui testamento meo interfuistis, iubete signari"

La cui traduzione moderna curata da Amedeo La Greca diventa:

"Infine lascio il resto del mio corpo,
a chi gradisce e apprezza questo porco,
che fra salsicce, sfrizzoli e prosciutto
non se ne spreca niente, è buono tutto!
Così io vi farò peccar di gola anche da morto,
basta la parola.
Fra salsicce, salami e bei prosciutti
uno per uno vi accontento tutti!" 

Le maschere di Carnevale manifestano il desiderio di vivere pienamente il senso della festività. Travestendosi da qualcun altro e  appropriandosi di fattezze e qualità che non si posseggono nella vita di tutti i giorni, si può accedere a livelli di godimento più frivoli e disinibiti. Questa usanza deriva ,ancora , dai Saturnali romani che anticipavano la sosta delle attività agricole per l'arrivo dell'inverno. 

Oggi che il consumismo, le accresciute disponibilità economiche e alimentari hanno affievolito l'estremizzazione della bramosia per cibo e baldoria proprie degli usi della festività dei tempi passati , conserviamo del Carnevale l'aspetto più tradizionale.Rimanendo legati all'identificazione culturale con alcune maschere piuttosto che altre ne tramandiamo il significato simbolico, alimentando l'attesa per l'occasione di un misterioso travestimento che ci conduca oltre la routinaria immagine di noi e concedendoci ad atteggiamenti più goliardici. Infine gustando la bontà delle ricette di famiglia tuteliamo la cultura popolare fatta di rituali e gesti associati alla festività del Carnevale che ne compongono il nucleo vitale.

 

IL CONCORSO!

Per l'occasione la redazione di inFOODation organizza un contest di ricette secondo tradizione e non, da inviare alla relativa pagina Facebook Tarallucci & Vin . Vuole essere uno scambio giocoso di passioni per il cibo e significati collegati al Carnevale, per godere di profumi, usanze e rituali tutti insieme. 

Le ricette più apprezzate dalla redazione saranno pubblicate sul magazine in un articolo dedicato al contest.

 

SCARICA IL FILE DA COMPILARE CON LE TUE RICETTE DI CARNEVALE

Federica Mazza