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Siamo a Tricase, in provincia di Lecce. Antonio Carbone è il proprietario del pub Puerto Escondido che, stanco di ricevere continuamente recensioni fasulle su TripAdvisor, decide un bel giorno di uscire dal portale. Peccato che non può. Non esiste infatti ancora un modo per ristoranti e alberghi di decidere se restarci o meno. Questo perché chiunque può decidere di aprire una pagina dedicata dedicata a qualsivoglia attività senza che nessuno possa dir nulla. L’unico diritto del proprietario è quello di registrarsi come amministratore e rispondere alle recensioni. Ma l’assurdo non ha limiti. Basti pensare che sempre un tizio X a caso può tranquillamente dedicare una pagina di un locale che nella realtà non esiste.

Il buon Antonio protagonista della nostra storia cosa decide di fare? Semplice, si finge chiuso sul portale. Possiamo solo immaginare la disperazione e la frustrazione nel vedersi 27 anni di onorato servizio infangati da recensioni false, magari scritte da competitors invidiosi. E possiamo immaginare la beffa oltre il danno quando numerose aziende hanno contattato il sig.Carbone per proporgli veri e propri pacchetti di recensioni positive per bilanciare la situazione, venduti però a caro prezzo. La vicenda mette in luce due aspetti: il primo è che (ma questo già lo sappiamo) TripAdvisor non può essere il metro di giudizio di alcunché. Non è una media oculata, e con la storia dei pacchetti diviene ancor meno attendibile. Secondo: nonostante tutto, la disperazione, la rabbia e l’amarezza il gesto di Antonio è un po’ sconsiderato. Chiariamoci, si il suo è un gesto di protesta ed è anche ideologicamente giusto. Ma che ci guadagna ad andare contro il “sistema”? Solo clienti in meno. Sicuramente le persone che cercheranno un locale in zona ed abbastanza smartphone-addicted di certo non andranno a controllare la veridicità di TripAdvisor. Speriamo comunque che la situazione torni alla normalità e che prevalga sempre il buon senso soprattutto quando si tirano in ballo aziende così economicamente imponenti.

 

Massimiliano Guadagno