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Torna il fortunato format “Pizziamoci un libro”, l’appuntamento nato dalla partnership tra la Pizzeria Trianon e la Rogiosi Editore. Il  24 gennaio alle ore 20  nella storica pizzeria di Via Pietro Colletta sarà presentato il libro Napoli Velata di Oreste Pipolo, fotografo di rilievo nazionale. Ne parleranno con l’editore Rosario Bianco Miriam e Ivana Pipolofiglie del fotografo scomparso  che hanno continuato a gestire il suo studio fotografico. Al termine della presentazione, il pubblico potrà  gustare  una  pizza e una  bibita e portare a casa lo straordinario libro;  il tutto al prezzo simbolico di 10 euro. 

 

Il Cristo velato è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Napoli Velata, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregio estetico e contemporaneamente una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Anche il film di Ferzan  Ozpetek si conclude nella Cappella Sansevero. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e al tempo stesso disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Nel desiderio del fotografo di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose.

Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, capolavoro assoluto in cui l’arte trova impareggiabile equilibrio tra forma e tensione morale, è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Il libro “Napoli velata”, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregevolezza estetica, ma al contempo una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Nelle immagini raccolte, Pipolo copre con il suo velo i visi e gli oggetti più indifesi. Lascia che la bellezza profanata dei monumenti, delle opere d’arte, degli uomini della sua Napoli, affiorino appena, per farcene sentire istantaneamente la struggente assenza. Attraverso il velo passa il concetto salvifico di un’azione profonda sulle coscienze e della vita in generaleNella sua voglia di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose. Oreste Pipolo ha intuito che il velo poteva modellarsi sui monumenti o sui visi con una fluidità e una forza impareggiabili. Le forme vive o inanimate, avvolte da una materia eterea e lieve, si conservano ma non perdono le loro sembianze. Il velo è carezza, sudario e protezione.

 Nella Cappella Sansevero, dove è collocato il Cristo velato, si conclude il film “Napoli velata”, di Ferzan Ozpetek, in questi giorni nelle sale cinematografiche, dove sta riscuotendo un grosso successo di pubblico. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e nello stesso tempo disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Dietro questi luoghi si cela un mondo nascosto, “velato”, di violenza e degrado, di segreto e mistero, che il velo del fotografo copre, così come il perbenismo e l’ipocrisia dei personaggi del film, lasciando all’immaginazione la possibilità di interpretare la vera essenza di una città multiforme.

Pipolo è considerato il fotografo che meglio ha descritto, in tempi recenti, il capoluogo partenopeo attraverso l’obiettivo fotografico. Ferdinando Scianna lo definisce lo sciamano delle spose. Il canale Sky Arte HD gli dedica una puntata della serie “Fotografi, viaggio alla scoperta dei maestri italiani”. Il regista Matteo Garrone ha girato su di lui un documentario, dal quale Marco Bellocchio ha tratto il film “Regista di Matrimoni” con Sergio Castellitto.