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Il piano industriale di Caffè Borbone sotto la nuova proprietà dei Pesenti prevede la crescita da 128 a 280 milioni in 4 anni e poi la quotazione in Borsa. Per l’azienda napoletana, lo sviluppo sarà principalmente legato all’espansione in nord Italia e nella grande distribuzione. Il gruppo rappresenta il terzo player italiano nel caffè monoporzioni in cialde e capsule, ma è leader nel mercato delle capsule compatibili con Lavazza e Nespresso.

Carlo Pesenti ha perfezionato a fine marzo, tramite Italmobiliare, l’acquisizione del 60% di Caffè Borbone, lasciando al fondatore Massimo Renda il 40% del capitale sociale. L’operazione ha avuto un valore stimato superiore ai 142 milioni di euro. La riorganizzazione azionaria ha visto il passaggio di mano di Aromatika, la società che controllava il marchio Caffè Borbone e interamente controllata da Renda e sua moglie, per 336 milioni di euro con il successivo reinvestimento di 95 milioni circa da parte dell’imprenditore. Il resto del riassetto è stato coperto attraverso un finanziamento da 102,5 milioni concesso da Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Secondo quanto riportato da Radiocor de Il Sole 24 Ore, il piano industriale 2018-2022 predisposto dall’advisor Long Term Partners parte dall’assunto che il mercato delle capsule, specializzazione di Caffè Borbone, è quello a più alto potenziale di crescita con il +9,3% di tasso composto nel periodo 2016-2022 e che le capsule compatibili hanno avuto una dinamica ancora più brillante con un +43,4% di Cagr dal 2013 al 2016 contro il +7% delle originali. Di conseguenza, nel piano è prevista una crescita media annua del 22% in termini di ricavi, tale da portare il fatturato complessivo dai 93,7 milioni del 2017 fino ai 280 milioni del 2022, con un margine operativo triplicato nello stesso arco di tempo, da 20,6 milioni a 61 milioni di euro.

Lo statuto prevede espressamente che dal 3 maggio 2023 sia Italmobiliare sia Massimo Renda “avranno il diritto di attivare la procedura di quotazione”