-->

News
Strumenti

Rosso, giallo e verde. Come se la salubrità di un alimento potesse essere giocato a dadi, quasi a tavolino, dimenticando proprietà nutrizionali, valori e storia che si celano dietro ad un determinato prodotto. Londra infatti, ha adottato un sistema di labeling che classifica i cibi in base al contenuto di sale, zucchero e grassi presenti in 100 grammi di prodotto. Un’idea nata per contrastare il fenomeno dell’obesità sempre più incalzante oltre la Manica che però corre il rischio di fornire un giudizio semplicistico e distorto. Se una bevanda light viene marcata con il verde e, al contrario, l’olio extra vergine d’oliva con il rosso, significa che c’è qualcosa che non va. C’è poco da fare.

etichetteUna cosa che ci riguarda direttamente essendo il Regno Unito il quarto mercato al mondo per l’export alimentare italiano: un fatturato che Federalimentare quantifica oggi in 2,5 miliardi di euro. Il made in Italy rischierebbe davvero di essere bistratto e con esso gran parte dei prodotti della dieta mediterranea che invece l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità.

Giusto qualche esempio. Il latte, a causa del suo tenore in grassi, con il semaforo inglese avrebbe un bel bollino rosso, così come il già citato olio d’oliva, ma anche formaggi, salumi e prodotti Dop e Igp riconosciuti ed affermati. Un bel bollino rosso che potrebbe indurre il consumatore a pensare di essere di fronte ad un cibo “cattivo”. Giusta senza dubbio la necessità di indirizzare l’utente verso un’alimentazione consapevole e responsabile, ma probabilmente i criteri di selezione dovrebbero essere altri facendo leva soprattutto su regimi alimentari corretti e sul modo in cui i singoli alimenti vengono integrati tra loro.

La Commissione Europea ha dunque avviato la procedura d’infrazione nei confronti della Gran Bretagna che ha due mesi di tempo per rispondere ai suoi rilievi. C’è però da scommettere che la vicenda abbia tempi piuttosto lunghi e che potrebbe richiedere diversi anni di contenzioso. Nel frattempo si riapre la questione sulla necessità di un sistema di etichetta intelligente: una carta di identità dell’alimento che informi e non demonizzi.

Annarita Costagliola