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Che oramai il mondo stia andando eticamente e moralmente alla deriva è un fatto risaputo ai più. Ma che ci sia gente così poco curante del benessere futuro dei propri figli suscita ancora un deciso scalpore. Per un volta il motivo del contendere non si concretizza tra i confini nostrani, bensì in Francia dove due famiglie di due paesi diversi (Valenciennes e Raismes) hanno avuto la malsana idea di battezzare i propri figli con i nomi di Nutella e Fragola. Una questione senza ovviamente alcun senso, a maggior ragione del fatto che nel primo caso si tratta anche della creazione di una vera pubblicità “umano-ambulante”, una versione peggiorativa del marketing tattoo, con la differenza che almeno in quest’ultimo caso è tutto (profumatamente) finanziato dalla casa madre.
Fortunatamente le due famiglie hanno trovato sulla loro strada prima le titubanze di un rappresentante dello Stato civile, e subito dopo la bocciatura da parte dei Tribunali che hanno stabilito in ambo i casi che i nomi erano contrari all'interesse del bambino e che questi ultimi avrebbero potuto essere oggetto di prese in giro e umiliazioni. Come hanno reagito le due famiglie? Nutella è stata battezzata Ella, e Fragola si chiama Fransine, un nome che in francese antico rievoca il noto frutto. Insomma tutto e bene quel che finisce bene, più o meno.

Massimiliano Guadagno

A tutti è sempre sembrato impossibile immaginare un mondo senza Nutella. Eppure, sabato scorso, Michele Ferrero, colui che ha creato la famosissima crema spalmabile alle nocciole, ci ha lasciati, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di molti. Se ne è andato il giorno di San Valentino, la più romantica tra le feste dedicate all’amore in cui, tradizionalmente, gli innamorati si scambiano dolcezze e cioccolatini, molti dei quali prodotti dal gruppo dolciario Ferrero.

Quella di Michele Ferrero era una mente brillante, astuta e imprenditoriale. Fu lui, infatti, per scopi commerciali, a trasformare una invenzione dolciaria del padre, la Supercrema (a base di pasta di cioccolato e nocciole), in quella che ad oggi risulta la crema dolciaria spalmabile più diffusa al mondo, la Nutella. Correva l’anno 1963 e, a quei tempi, le Langhe già godevano di un gran numero di noccioli piantati, i cui frutti costituivano l’ingrediente principale della dolcissima crema. Michele riuscì nel suo intento e, con la prelibata materia prima della propria terra, creò la Nutella (dall’inglese “nut”, nocciola). Nel 1964 il primo barattolo di Nutella uscì dalla fabbrica familiare di Alba e fu subito un successo mondiale.

La Nutella è sulla bocca di tutti, fa parte del nostro linguaggio quotidiano. Chi non ha mai fatto colazione con pane e Nutella? Durante i Campionati Mondiali di Calcio veniva bollata come la “colazione dei campioni”. Ha fatto parte della nostra infanzia. Le nostre nonne e le nostre madri, quando eravamo fiacchi o giù di morale, ce la somministravano quasi come una medicina. La Nutella è sempre stata la più fedele consolatrice di ognuno di noi. Eravamo depressi? Nutella. Stanchi? Nutella. Una delusione d’amore? Nutella. Ci svegliavamo nel cuore della notte e, come ladri, con passo felpato, andavamo in cucina e aprivamo a colpo sicuro quel mobile in cui era custodita e affondavamo, ancora sonnecchianti, il cucchiaio nella soffice crema. Adesso, sapere che chi l’ha creata non c’è più, ci rende tutti molto tristi poiché è un gran capitolo di storia dolciaria italiana che si chiude. E, anche se continueremo a mangiarla, sappiamo bene che ogni singolo buongiorno non sarà più lo stesso.

Valeria Vanacore

 

 

Se in futuro a mancare potrebbe essere il caffè, significa che il mondo sta andando decisamente nella direzione sbagliata. La bevanda nera amica di tante mattine ancora più nere in un futuro non troppo lontano rischia di costare caro e pesare tanto sulle finanze dei consumatori.

Ma non solo il caffè. Studiosi e scienziati hanno infatti posto l’attenzione su almeno sei cibi che rischiano di diventare merce rare e conseguentemente avere prezzi piuttosto elevati. Nella blacklist, accanto al caffè, ci è finito anche il cioccolato, riso e mais, avocado, miele e anche carne di manzo.

caro-prezzoPerché? Innanzitutto è conseguenza degli effetti negativi dei cambiamenti climatici sulle coltivazioni; inoltre l’uso eccessivo di pesticidi può addirittura portare alla distruzione di alcune produzioni e, banalmente, tra i motivi della riduzione delle materie prime c’è un semplice aumento di richiesta. Cina e India, le super potenze economiche per eccellenza, dominano sui mercati anche in fatto di consumi e se si pensa che lo Stato con capitale Pechino conta oltre 1,35 miliardi di persone, c’è poco da stare sereni.

Qualche approfondimento. In Italia, nella primavera del 2014, in corrispondenza della semina del mais e dei trattamento sulla frutta, si è registrato un forte aumento dell’avvelenamento delle api con una flessione della produzione che si aggira intorno al 50% ed un aumento del 20-30% dei prezzi. Siamo messi male anche per i cereali: entro il 2030 i consumatori potrebbero spendere il 30% in più per la loro razione di mais e riso.

Un triste destino toccherà anche al cioccolato e al caffè. O tempora, o mores!

Annarita Costagliola

Quanti di noi si stanno disperando per non essere riusciti ancora a dedicarsi ai regali di Natale? Praticamente quasi tutti. Tutti si stanno rimproverando per non essere riusciti a comprare al proprio compagno quella maglietta che gli piaceva tanto, o di non aver fatto in tempo a prendere alla mamma quell’utensile da cucina che poteva servirgli. Giustamente, con lo stile di vita frenetico al quale siamo abituati oggigiorno, ci è rimasto davvero poco tempo per uscire ad andare in giro per negozi. Se vi sentite parte della cerchia degli “oddio, e adesso cosa gli regalo??”, non disperate!

Leggi tutto: Regali dell'ultimo minuto? Optate per le chicche enogastronomiche

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