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Essere e benessere
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La nutraceutica del Dottor Giorgio Calabrese assicura salute e bontà con la Dieta Mediterranea nella forma dei piatti dello chef Giuseppe Daddio. A spiegarci il salutare e gustoso binomio il loro libro “Dieta Mediterranea: Salute e bontà” presentato in occasione de “I Dialoghi della SUN” nella prestigiosa cornice della sala delle conferenze della storica Università napoletana.

Giorgio Calabrese, docente universitario di Alimentazione e Nutrizione umana presso la Columbia University, la Boston University oltre che presso l’Università di Torino, membro del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare ha firmato importanti pubblicazioni internazionali e nazionali. Collabora con la Rai e scrive su La stampa, Corriere della Sera e Repubblica, evidentemente non ha bisogno di dilungarsi troppo nel parlare di sé.

Il Dottor Giorgio Calabrese imposta perciò la conferenza dedicata alle sue spiegazioni proprio come un “dialogo” in cui parlare di esperienze concretamente maturate sul campo, che lo spingono oggi sino ai confini della “nutraceutica”. 

Il filone scientifico della nutraceutica mira ad influire positivamente nella fase di pre-malattia, piuttosto che intervenire quando il malessere è già manifestato.

Stile di vita sano, una moderata attività fisica e un’alimentazione che segue le linee guida della Dieta Mediterranea sono per Calabrese gli elementi indissolubilmente legati e vincenti per una condizione di salubrità duratura. La “trattativa sindacale metabolica” in cui Giorgio Calabrese si definisce "medico- sindacalista" suggerisce la Dieta Mediterranea come la miglior composizione di nutrienti adeguati a sostenere una buona salute.

 

La platea composta da altrettanti illustri Dottori, fra il  Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli Giuseppe Paolisso, è coinvolta ed interessata a testimonianza della crescente attenzione per la “nutraceutica” e quindi all'opportunità per ciascuno di migliorare la propria qualità della vita. Le numerose domande poste al Dottor Giorgio Calabrese si concentrano sulla richiesta di un parere circa la validità delle innovative tendenze alimentari come vegetariane, vegane o crudiste, oppure sulla bontà di cibi che attualmente sono molto in voga (ad esempio la quinoa). Calabrese che si dichiara comprensivo e liberale verso gusti alimentari differenti, sente di doverli contestare, in quanto manchevoli di alcuni dei nutrienti essenziali per la già citata "trattativa metabolica". Le uniche sostituzioni ammissibili (in un regime che non preveda restrizioni oppositivamente idealiste) possono aversi fra le diverse fra cibi propri delle varie forme di Dieta Mediterranea che il bacino di questo mare ospita. Calabrese supporta la sua tesi con l’esempio dell’uso delle uova in Italia sostituite dallo yogurt in Grecia. Alimenti entrambi proteici e perfettamente alternativi.

“Chi serve la scienza come fede religiosa non può omettere la verità”, afferma Calabrese prendendo di mira medici o presunti tali che sulla scia di mode propongono diete che non hanno alcun fondamento scientifico, incontrando piuttosto esigenze di business. La sola garanzia di una buona salute possiamo guadagnarcela giorno per giorno scegliendo alimenti locali e di stagione, in linea con le indicazioni della nutraceutica .


Giuseppe Daddio si è formato presso le più prestigiose cucine romane e campane, arrivando a fondare la Scuola di cucina "Dolce e Salato" di Maddaloni, nel corso della sua carriera lo chef campano ha sempre valorizzato la propria terra d’origine e le tipicità locali. Durante la conferenza propone in degustazione un piatto preparato con alimenti tipici della Dieta Mediterranea per dimostrare quanto possano essere squisite le proposte  della nutraceutica del  Dottor Calabrese: gambero marinato al mandarino su una passata di cannellini Dente di Morto di Acerra (presidio Slow Food) con verdure disidratate fra cui cavolfiore e lenticchie. Ad accompagnare il piatto una bevanda vitaminica a base di frutta e verdura, per ricordare quanto idratarsi in maniera adeguata sia altrettanto importante.

“II cuochi devono attenersi alla coscienza e alla cono-scienza” afferma Daddio, e spiegando la sua creazione ricorda che “si mangia per nutrirsi e per emozionarsi e io scelgo di stare nel mezzo” curando la selezione delle materie prime, il modo di renderle al meglio preparandole con cotture dolci affinchè conservino tutte le loro qualità. Il tocco irrinunciabile? Un filo di olio buono e a crudo.

Chi voglia assicurarsi un futuro sereno e in salute , se ancora aveva qualche dubbio, conviene che si lasci convincere dalle brillanti spiegazioni del Dottor Calabrese, dal gusto eccellente dei piatti di Giuseppe Daddio e dagli orientamenti della nutraceutica.

La Dieta Mediterranea lo benedirà.

Federica Mazza