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Essere e benessere
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Una volta tanto, per cambiare e per non perdere i morbidi grammi che arrotondano sanamente i fianchi e le natiche, ma solo ripulire l’organismo dalle balordaggini commesse, pratichiamo un sano digiuno totale di un giorno o due da completare con la pratica dello Shank Prakshalana.

Il digiuno è un’astensione volontaria dal cibo che può essere protratta per più giorni solo con una condizione fisica adeguata e ottimo stato di salute, salvo prescrizione medica specifica.

Diffuso nelle tradizioni religiose di differenti culture, rappresenta una forma di purificazione rituale, una preparazione corporale alla sobrietà spirituale, che in realtà affonda le origini nella preistoria tribale della specie umana, nel nostro DNA di specie animale. Lunghi erano infatti i periodi di astinenza dal cibo tra una caccia e l’altra, un raccolto e il successivo, il succedersi di carestie e sconvolgimenti naturali.

Nella società dell’opulenza il digiuno diviene una forma di protesta (il buon vecchio Pannella ci ha costruito una storia) o una moda culturale radical chic da sfoggiare con il nuovo completo di seta cinese e i trattati di veganesimo sotto braccio, mentre rimane una sofferenza indesiderata tra alcuni popoli. Cresce parallelamente il digiuno terapeutico, una pratica medica consigliata in presenza di alcune patologie e prima/dopo interventi chirurgici, per facilitare la capacità rigenerativa e depurativa del corpo.

Digiunare per un giorno o due potrebbe apparire una pratica dura per un neofita. In realtà il corpo è predisposto perfettamente per affrontare un’astensione limitata dal cibo: dopo quattordici ore la sensazione di fame e il borbottio dello stomaco cominciano a placarsi; dopo ventiquattro ore gli organi più compromessi cominciano a manifestare la propria presenza con contrazioni e doloretti di maggiore intensità al crescere dello stato di rovina; dopo quarantotto ore si comincia a percepire una sostanziale diminuzione di energie e un lieve calo di lucidità (non abbastanza da compromettere la scrittura di un articolo). Dopo settantadue ore il calo di energie è considerevole, ci si stanca compiendo le azioni più banali, il senso di fame ricomincia a manifestarsi di nuovo. E’ consigliabile fermarsi durante la prima esperienza a questo livello e ripetere il digiuno solo di tanto in tanto a distanza di qualche mese. 

movimenti pulizia intestinale yogaVolendo concludere in grande stile la seduta di depurazione si può procedere con una pratica di purificazione del sistema digestivo tramandata dalla medicina Ayurvedica. Lo Shank Prakshalana consiste nel bere acqua salata (un cucchiaio da minestra per ogni litro, fino a 4-6 litri circa) a temperatura corporea e praticare esercizi di yoga per consentirne il passaggio dallo stomaco attraverso tutto l’intestino, fino a completa evacuazione e pulizia interiore (nella fase finale l’acqua evacuata sarà limpida.) Il risultato sarà una rinnovata verginità digestiva che dovrebbe migliorare la qualità di vita, il nostro aspetto, la salute e il benessere. Online ci sono molte autorevoli guide e noi abbiamo testato: l’effetto è rigenerante per corpo e spirito. Pronti per la prova?

Le informazione contenute nell’articolo non hanno carattere medico. Si declina da ogni responsabilità.

L.O.