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Essere e benessere
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Sono, ahimè, numerosissime le persone che, pur di risparmiare pochi centesimi, acquistano cibi di dubbia provenienza e dagli ingredienti incerti. Uno di questi ultimi è, senza ombra di dubbio, il “grasso vegetale”.

Alcuni tipi di cioccolato, biscotti, fette biscottate, merendine, patatine fritte, taralli  riportano  fra gli ingredienti in retro etichetta  questa dicitura.

Ma cosa sono in realtà i “grassi vegetali”?  Nel 99% dei casi si tratta di olio di palma, il secondo olio commestibile più prodotto al mondo usato soprattutto dall’industria alimentare. Il costo è bassissimo, l’impatto ambientale devastante, così come gli effetti nocivi sulla salute dell’uomo. Non tutti, infatti, sanno che l’olio di palma è un prodotto altamente tossico e dannoso per il nostro organismo poiché è ricco di acidi grassi saturi che aumentano i fattori di rischio cardiovascolari e alzano il livello di colesterolo.

La sua produzione ha scatenato la lotta di diverse associazioni ambientaliste (come Greenpeace) poiché, oltre ad uccidere l’intera pianta per ricavare l’olio, sono state convertite alla coltivazione di palme da olio (Elaeis guineensis) aree ecologicamente importanti della foresta pluviale amazzonica. La monocoltura delle palme da olio, inoltre, produce emissioni considerevoli di carbonio: in Indonesia e in Papua Nuova Guinea il terreno per la coltivazione viene preparato drenando e dando alle fiamme enormi aree di foresta palustre e torbiera, con un danno ambientale enorme e il conseguente aumento dei gas serra nell’atmosfera.

Pensiamoci bene, dunque, ogni volta che acquistiamo il cibo! Il cibo è una scelta. Siamo noi che scegliamo come vivere e di cosa nutrirci e siamo noi che decidiamo, anche minimamente, l’impatto che avrà ciò che mangiamo su tutto ciò che ci circonda.

 

Valeria Vanacore