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Essere e benessere
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“La fame vien mangiando”, recita il famoso detto, ma se parliamo di cioccolato fondente è il caso di riferirsi anche alla salute, coniando così una nuova versione del proverbio a cui Tarallucci & vin dedicava tra l’altro una rubrica ad hoc, dal nome, appunto, “La salute vien mangiando”.

Difatti, il goloso alimento giunto in Europa nel ‘500 a bordo dei galeoni dei Conquistadores è stato e continua ad essere al centro di studi che seguono arricchendo la lista dei benefici derivanti dal suo consumo.

Può qualcosa di così gustoso essere anche salutare? Contrariamente a quanto suggerisce la leggenda, secondo cui la salute è di solito associata ad insopportabili intrugli, le ricerche dicono di sì. Al di là dall’essere ottimo per il palato – fatto confermabile dai golosi di mezzo mondo – lo è anche per l’umore, questione, anche questa, risaputa. A chi non è stato infatti consigliato di mangiare un pezzo di cioccolata per scacciare la tristezza dagli occhi e scaldare il cuore? Questo perché il cioccolato contiene serotonina, ormone prodotto dal cervello e che determina il buonumore, esercitando sul sistema nervoso un’azione eccitante ed antidepressiva. Quando però non se ne produce in quantità sufficiente si rischia la depressione, non per niente la serotonina è alla base di molti antidepressivi.

Ma non è finita qui, perché il cioccolato fondente - unico must è che contenga almeno il 60% di cacao – è un vero e proprio elisir di lunga vita, di cui beneficia innanzitutto il sistema cardiovascolare grazie alla quantità di antiossidanti in esso contenuti, in particolar modo i flavonoidi, che riducono la pressione arteriosa e quindi il pericolo di infarti e ictus. È quanto dimostrato da un gruppo di ricercatori olandesi che in un campione di 470 uomini di età compresa tra i 65 e gli 84 anni, tenuti sotto osservazione per 15 anni, ha verificato che il tasso di mortalità di quelli che consumavano un certo quantitativo di cacao era inferiore, merito attribuibile all’epicatechina, una sostanza che agisce sulle fibre muscolari del cuore consentendo alle arterie di mantenersi flessibili e dilatate.

Da un’ulteriore ricerca eseguita su 44 individui sovrappeso a cui si è chiesto di consumare 70 grammi di cioccolato fondente al giorno per un periodo di quattro settimane, si è scoperto non solo che tale assunzione ha migliorato l’elasticità dei vasi sanguigni e ha impedito ai globuli bianchi di attecchire alle loro pareti come avviene nei casi di arteriosclerosi, ma che il motivo di ciò è da individuare nell’associazione delle qualità del cioccolato amaro con i nostri batteri intestinali. Esistono infatti due tipi di batteri: quelli “buoni” e quelli “cattivi”. I primi producono composti antinfiammatori molto utili al nostro organismo e sembrano davvero ghiotti di cioccolato fondente, che ne garantisce crescita e riproduzione, assicurando la loro supremazia rispetto ai batteri “cattivi”.

Ma attenzione, perché i benefici del cioccolato fondente non sono tali per tutti, come nel caso di chi soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcere e sindrome del colon irritabile. Allo stesso modo bisognerebbe ricordare in primis la moderazione, evitando quindi che un beneficio riconosciuto scientificamente si trasformi in una giustificazione al consumo sconsiderato di cioccolato fondente, che sarà anche salutare, ma contiene comunque grassi e zuccheri, sostanze non altrettanto benefiche se assunte senza criterio.

Micole Imperiali