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Essere e benessere
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La cannella è una spezia presente nelle case di tutti, ma siamo certi di sapere come usarla al meglio?

Negli antichi erbari cinesi la si considera una vera e propria medicina per febbre e diarrea.

In Europa invece essa è più conosciuta per aromatizzare cibi e bevande, ma sono meno note le sue proprietà terapeutiche. E se scoprissimo che può aiutarci a dimagrire e a tenere la mente allenata? Scommetto che ora state andando a controllare se ne avete ancora o vi è finita….

Studi internazionali hanno dimostrato che. la cannella regolarizza l’assorbimento di zuccheri nel sangue e riduce glicemia e colesterolo cattivo. Inoltre migliora la digestione, attiva il metabolismo, combatte gonfiore intestinale e l’acidità di stomaco; aiuta ad eliminare anche i liquidi in eccesso. E non bisogna dimenticare che placa gli stimoli della fame tra un pasto e l’altro; l’ideale compagna di ogni dieta. La sue proprietà antiossidanti aiutano a diminuire i danni causati dal passaggio del tempo sui tessuti, facendone un ottimo rimedio di bellezza, ma anche di salute, infatti aiuta anche a prevenire le malattie croniche; in pratica rinvigorisce l’organismo sia all’interno sia all’esterno.

La cannella è anche cibo per la mente….

Alcune ricerche hanno dimostrato che il sapore e l’aroma della cannella agiscono come stimolante cognitivo, migliorando la memoria in genere; a partire da queste considerazioni, i ricercatori della Rush University Medical Center di Chicago, si sono domandati se la cannella possa prevenire o combattere la demenza. Una delle ricerche ha messo in evidenza il potenziale benefico positivo di composti a base di cannella (cinnamaldeide e epicatechina) nella prevenzione e nel trattamento del morbo di Alzheimer. Ma la ricerca più sorprendente è quella fatta lo scorso anno, i dati raccolti indicano che la cannella sia in grado di invertire i cambiamenti biochimici, cellulari ed anatomici che avvengono nel cervello di topi con morbo di Parkinson. Sono ancora in corso le ricerche, ma questi risultati fanno ben sperare sull’avanzamento di cure contro le malattie neurovegetative. E non dimentichiamoci che nell’antica Roma questa prodigiosa spezia veniva adoperata anche come afrodisiaco.

                                                                                                                              Veronica Sarno