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Essere e benessere
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Ti capita mai di pensare ad un obiettivo che al momento non puoi raggiungere, o di pensare ad una persona e subito dopo andare a prendere qualcosa da mangiare?

In questo caso più che di fame bisogna parlare di fame emotiva, questo significa che implicitamente, in quei momenti, stai tentando di colmare quella carenza emotiva/affettiva con del cibo, che in quel momento diventa per te un vero e proprio sostituto affettivo. Perché avviene questo?

Il cibo è qualcosa su cui puoi contare sempre, basta cambiare stanza ed aprire la dispensa o il frigo o se sei in strada entrare in un supermercato o rivolgerti a negozi vari di cibo pronto; per questo è qualcosa che ricade sotto il tuo stretto controllo e ciò ti crea l’illusione di poter gestire, in questo modo, la situazione che ti ha creato ansia, delusione, frustrazione.

In pratica le emozioni che vivi ogni giorno sono in grado di condizionare sia la qualità sia la quantità di cibo che vai ad assumere, ma è vero anche il contrario, l’assunzione di determinati cibi può influenzare lo stato emotivo.

Inoltre esiste un forte legame tra emozioni e abitudini alimentari, determinati vissuti emotivi spesso inducono il desiderio di alcuni cibi e questi, a loro volta interagiscono con lo stato emotivo. La qualità delle emozioni è in grado di modificare il bisogno di mangiare.

Quando si avverte il bisogno di mangiare pur non avendo realmente fame, la scelta ricade su quella categoria di cibo che è stata definita "comfort food", cibi ricchi di zuccheri, ciò dipende da una ragione fisiologica che riguarda l’innalzamento improvviso del livello di zucchero nel sangue, che genera un’immediata sensazione di benessere. Ed anche questa ti permette di credere di aver risolto la questione.

Il Dr. Joy Jacobs sostiene che qualunque tipo di emozione purché forte, possa far sentire giù una persona e condurla a nutrirsi emotivamente con abbuffate incontrollate.

È molto facile usare il cibo per evitare di vivere determinate emozioni.

Quando l’uso del cibo come sostituto emotivo diviene una vera e propria consuetudine e si fatica ad ascoltare i propri bisogni e le proprie emozioni, si può chiedere aiuto ad un psicologo.

         

                                                                                             Veronica Sarno

                                                                                                 Psicologa