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Antonio Braico e Francesco Rizzo, due giovani di Corigliano Calabro, hanno fondato la Clementime S.r.l., che seleziona, confeziona e distribuisce in maniera innovativa, attraverso i distributori automatici, la clementina calabrese d’indicazione geografica protetta.

Abbiamo parlato con Antonio Braico di questo progetto giovane, fresco, che scommette sul futuro, nella riscoperta delle risorse locali da esportare come fiore all’occhiello di una terra ricca dalle promesse vincenti.

Quando si sono incrociati i vostri destini e com’è nata l’idea di Clementime s.r.l.?

Quello che ci ha fatto incontrare è stata la passione che entrambi abbiamo per la pallacanestro. Fin da piccoli, io in Calabria, e lui a Padova, abbiamo praticato questo sport. Ci incontravamo di sfuggita quando lui d’estate tornava in Calabria – la sua famiglia è di origini calabresi, della Piana di Sibari - ma per motivi di lavoro, per gestire al meglio la parte commerciale dell’azienda che hanno in Calabria, la Favella Spa, negli anni ’90 si sono trasferiti in Veneto. La Favella Spa è una tra le aziende più importanti della Piana di Sibari, si occupa di riso, agrumi e allevamento prima bovino e ora di bufale, producendo quindi anche latte e derivati. Quando tre anni fa Francesco ha deciso di tornare in Calabria ha cercato una squadra di pallacanestro dove allenarsi che era poi quella in cui giocavo anche io. Così è nata la nostra amicizia. Io avevo il progetto di proporre degli snack salutari, in particolare le clementine, considerando che questo prodotto nella nostra zona non viene valorizzato in quanto molti proprietari terrieri che hanno trasformato i loro terreni in agrumeti evitano addirittura di raccoglierle, vista la bassissima offerta.  Da lì, per valorizzare questa grossa risorsa calabrese, nasce l’idea del packaging e stoccaggio per distributori automatici, circa due anni fa, dopo un allenamento di pallacanestro, a cena, davanti ad un buon bicchiere di vino dell’azienda agricola Ceraudo.

Che peso ha la fusione di due storiche aziende calabresi, Favella Spa e COAB, nell’ideazione e realizzazione del progetto?

Pur desiderando realizzare questo progetto, non avevo contatti col mondo agricolo, essendo io un geologo. Quando Francesco è tornato in Calabria per gestire l’azienda di famiglia Favella Spa, abbiamo messo in piedi quella che fino ad allora era stata solo un’idea, investendo in essa, e Clementime è diventata una costola di Favella. Clementime è ancora giovane, abbiamo meno di un anno di attività, ma la risposta del mercato, soprattutto nel Nord Italia, è stata positiva, e ci fa ben sperare. La COAB, invece, è l’azienda che ci permette di portare a termine il processo precedente alla spedizione delle clementine. Esse vanno infatti calibrate – per colore e forma – lavate e inscatolate. La Favella Spa, come contratto aziendale, forniva già i propri agrumi alla COAB per la loro lavorazione – l’azienda più grossa e organizzata in questo settore nella Piana di Sibari -. Abbiamo quindi parlato alla COAB del nostro progetto di fare innovazione con la clementina e l’idea è stata accolta con entusiasmo. Così ci hanno dedicato un ramo dell’azienda che per tutto l’inverno passato si è occupato di calibrare, lavare e inscatolare il top delle clementine di Calabria pronte poi a partire verso i distributori automatici di tutta Italia.

Qual è la filosofia dell’iniziativa?

L’obiettivo primario è stato quello di valorizzare un prodotto che, a nostro parere, veniva snobbato e sottovalutato dal mercato, ossia la clementina calabrese, eccellenza del nostro territorio. Per fare questo abbiamo individuato un nuovo canale – i distributori automatici - anche se si tratta di una dura battaglia vista la quantità di cibo spazzatura confezionato per essere distribuito. Nonostante questo stiamo provando a sensibilizzare le persone, soprattutto i bambini, per cui se riusciamo a far consumare una confezione di Clementime ogni nove snack, abbiamo già ottenuto una grossa vittoria. La nostra filosofia è tra l’altro fornire un prodotto che sia fresco. La clementina viene colta la mattina, inscatolata e spedita in tarda mattinata, senza essere trattata, eliminando i prodotti che ne facilitano una lunga conservazione come pellicole protettive e simili. In questo modo chiunque ha la possibilità di assaporare una clementina fresca come se l’avesse colta direttamente dall’albero, e in ciò ci avvaliamo anche del naturale periodo di vita del prodotto che è consumabile per 20-30 giorni dal momento della raccolta.

Che distribuzione ha Clementime e quando è iniziata? Che risposta ha avuto da parte dei consumatori?

Abbiamo cominciato a distribuire a fine ottobre 2015, perché Favella Spa ha differenziato la piantagione di agrumeti installando molte varietà di clementine, cosa che ci permette di avere disponibilità di prodotto per un periodo piuttosto ampio, che va da ottobre a febbraio, riuscendo a sfruttare sia le primizie, che le clementine comuni e le tardive. I primi due mesi di distribuzione sono stati una buona fase di studio, poiché abbiamo dovuto analizzare come spedire, come sistemare le scatoline, quanto ci conveniva spedirle in un modo piuttosto che in un altro… Di grande valore poi il grosso successo riscosso sui social dove è stata condivisa la nostra prima intervista andata in onda su Tg3 Calabria arrivando, nel giro di 48 ore, in tutta Italia. Abbiamo ricevuto chiamate da persone che volevano Clementine come bomboniera matrimoniale o come fine pasto in ristoranti e pizzerie. Milioni di visualizzazioni e condivisioni su condivisioni: è stata una cosa del tutto inaspettata.

Quali accordi ha stipulato in ambito nazionale e internazionale per diffondere il progetto?

Abbiamo firmato contratti con le più grandi aziende italiane proprietarie di distributori automatici. Per quanto riguarda l’ambito internazionale, abbiamo ricevuto dalla Regione Calabria la possibilità di partecipare gratuitamente alla fiera internazionale dell’ortofrutta di Berlino di febbraio 2016 come azienda innovativa nel settore. Anche lì abbiamo ottenuto molto successo e abbiamo chiuso dei contratti con agenti che si occupano di portare le eccellenze italiane – in questo caso ortofrutticole - in Germania, Svizzera, Polonia e Olanda.

Ci sono nuove idee in cantiere per sviluppare il progetto? Quali i prossimi passi?

L’esportazione all’estero, ma anche l’ampliamento della gamma di prodotti di Clementime, abbiamo ancora molte idee su cui lavorare e scommettere.

 

Per maggiori informazioni: www.clementime.it

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/clementime.it/?fref=ts

Micole Imperiali

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