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Secondo Tripadvisor è tra i migliori dieci ristoranti in Abruzzo. “A Bominaco” prende il nome dall’omonimo paesino arroccato in provincia dell’Aquila. È un luogo semplice dove si possono assaggiare i piatti tipici abruzzesi: risotto allo zafferano e al tartufo, agnello arrosto, pasta fatta in casa.

Chi preferisce una sana passeggiata tra le montagne alla solita gita in auto può raggiungere Bominaco da San Pio, il paesino più vicino. “A bominaco”, oltre ad essere punto di ristoro e di riscoperta della tradizione culinaria abruzzese, è un esempio di come una famiglia di falegnami la cui economia è stata distrutta dal terremoto del 2009, sia riuscita ad investire sulle proprie capacità e dare valore alla propria tradizione culinaria.

Nel 2009 Domenico e Dora decidono di prendere in gestione il piccolo locale nella provincia dell’Aquila, in un paesino ricco d’arte e cultura. Nel marzo 2010 l’inaugurazione di “A Bominaco” ha dato vita ad un’interessante unione tra cucina tradizionale e cultura che fanno di Bominaco e del suo piccolo ristorante un luogo di conservazione in cui restano preservate le origini e la vita di una regione, l’Abruzzo, che rischiano di essere dimenticate dopo il terremoto.

La cuoca, Dora, ha sempre avuto la passione per la cucina.

<< Il suo sogno era quello di avere uno spazio dove accogliere le persone con la sua cucina, per tramandare e preservare la cultura culinaria abruzzese>> racconta il figlio, insegnante di musica che la aiuta in cucina e gestisce i tavoli insieme alla sorella. Dora prepara tutti i piatti, della gestione del locale si occupano Domenico, il marito, e i due figli. “A bominaco” è un ristorante a conduzione familiare che nasce dalla voglia di “ricostruire” e “ricostruirsi” dopo il disastro del terremoto, è una casa che accoglie i passanti con il calore della cucina tradizionale. I piatti preparati da Dora seguono le tradizionali ricette del posto: i primi piatti, rigorosamente preparati con pasta d’uovo fatta in casa, sono chitarre, gnocchi o fettuccine con salsa allo zafferano, tartufi, funghi.  Gli ingredienti, come zafferano e pecorino, sono chilometro zero. Per l’impasto e la preparazione delle pizze Dora usa l’antica ricetta di sua zia, tramandata di generazione in generazione. A pochi metri di distanza dalla trattoria di Dora e Domenico la chiesa alto medievale di Santa Maria dell’Assunzione e l’Oratorio di San pellegrino, che facevano parte di un monastero risalente all’inizio dell’era cristiana.

A sette anni dal terremoto dell’Aquila, il mese scorso una potente scossa ha colpito Rieti, facendo rivivere momenti di panico e paura a tante famiglie abruzzesi. Dora e Domenico si sono affidati agli strumenti che avevano per far fronte al disastro economico che ha colpito tante famiglie terremotate: la loro cultura culinaria e la voglia di ricominciare. Il loro esempio può essere di sostegno a chi ora sta lottando contro la distruzione del terremoto.

Eléna Lucariello