-->

Food advisor
Strumenti

Ispirato al particolare costume gastronomico anglo-americano, ‘Stairs Diner’ apre al pubblico nel quartiere Vomero di Napoli. Ma con una particolarità interessante: la qualità del cibo e l’accoglienza, insieme all’incontro tra le pregiate carni italiane e il Diner Food americano.

In America  la parola Diner indica un fast food, diffuso nei paesi anglosassoni a partire dagli anni’20 del Novecento, dove il cibo è servito  in “transito”. Qui è possibile mangiare in modo economico e veloce,  ventiquattro ore su ventiquattro.  Colazione, brunch, pranzo e cena all’’americana’ sono tutti a base di carne e uova. Al ristorante ‘Stairs Diner’ la qualità del cibo italiano incontra lo stile gastronomico americano: i prodotti sono tutti importati a chilometro zero e preparati artigianalmente. Sabatino Cillo, lo stilista della carne di Airola, nel Sannio, è tra gli artigiani del gusto selezionati per deliziare il palato dei clienti di Stairs Diner. Lo chef consultant Roberto Verducci, giovane talentuoso visto all’opera a Piazzetta Rodinò, Grangusto Napoli e al fianco di Gino Pesce, Stella Michelin all’ Acquapazza di Ponza, ha elaborato con la brigata un menu di alta qualità con particolare attenzione al territorio e al rispetto per gli ingredienti, dove soprattutto le carni selezionate saranno protagoniste grazie all’indiscutibile valore dei prodotti di Sabatino Cillo e Bovinus Luxury.

Il luogo si traduce in un momento di relax: il cliente di Stairs Diner si sentirà proiettato in una dimensione vicina all’America degli anni ‘40 potendo contemporaneamente assaggiare uova e carni pregiate, cotte a bassa temperatura “per esaltarne il gusto e i valori nutrizionali”, come ha sottolineato lo chef Roberto Verducci. A colazione: Uova strapazzate, Uova al tegamino con bacon croccante, uovo in camicia e salsa olandese, e tante altre combinazioni offerte dal menu breakfast di Stairs Diner. Per il brunch e per il pranzo c’è la classica ‘caprese salad’ italiana o l’americana ‘hazelnuts salad’, l’inglese ‘smoked  salmon salad’ oppure la millefoglie di zucchine con fior di latte di Agerola. I classici burgers e sanwiches americani, carni alla griglia di carni italiane pregiate e le glassate.


Questo immenso panorama gastronomico, adatto a tutti i tipi di gusti, si unisce all’esperienza sensoriale della vista: l’interior design di Stairs Diner ripropone lo stile vintage anni Sessanta con un arredo italiano tipico ‘ della casa dei nostri nonni’ e famoso in tutto il mondo: quello del periodo del boom economico sostenuto dal piano Marshall americano. Le pareti richiamano l’incontro dell’uomo con la natura con rappresentazioni di alberi, foglie sensibili al tatto, colori che ricordano foreste e giardini. Alcuni oggetti riportano ad una dimensione di ‘sacralità della vita’: il sole assomiglia al cuore di San Gennaro, simbolo della vita,  i marmi ricordano gli altari delle chiese cristiane. L’intenzione, spiega l’architetta Tamara Miranda: “ è quella di immergere il cliente in una dimensione di evasione dalla vita di tutti i giorni, suscitando idee, emozioni, ricordi interiori che rimandino all’artificio umano che dialoga con la natura, al ritorno all'essere umano primordiale che vive immerso nella natura”.

Il gusto dialoga con l’ambiente, ma c’è anche una dimensione temporale e spaziale nuova da Stairs Diner: la stanza che ricorda Amarcord è un tipico luogo social, dove i clienti possono conoscersi, parlarsi, e, esattamente come accade con face book, chi è fuori può interagire con loro, non essendoci alcuna porta che impedisce l’ingresso nella sala da pranzo: “ l'ambiguità della sala è data dal fatto che si è perfettamente in vetrina. E’ un posto solo apparentemente intimo, sei in mostra esattamente come in un social”, sottolinea Tamara Miranda. L’interior design della stanza di ‘Amarcord’ è tipica nell’arredamento a quelle dei nostri nonni, quello italiano degli anni sessanta e settanta, dove il design industriale e l’artigianalità dei mobili antichi si fondono. Il nighthawks, famoso protagonista del quadro di Edward Hopper, non si sentirà più solo da Stairs Diner, e potrà calarsi in una dimensione multi-spazio-temporale e multisensoriale.

 

Elèna Lucariello