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Il Murphy’s Law di Vico Equense, a Sorrento, gemello dell’omonimo pub di Napoli, nel quartiere Vomero, ha alcune delle caratteristiche tipiche dei locali inglesi: arredamento in legno, ambiente intimo, una vasta selezione di birre artigianali e musica in sottofondo, a volte dal vivo. 

Il pub ha una connotazione molto definita nell’offerta gastronomica, con la scelta di materie prima di altissima qualità, la proposta di presidi slow food e, quando possibile, prodotti a km0. In cucina si avvicendano: Concetta De Nicola, Vincenzo Petrillo, Sergio Reale e Daniela Ricciardi, che rinnovano il menù con cadenza stagionale, proponendo un’ampia e accurata offerta di piatti di carne. Il menu non trascura portate per i vegetariani e la possibilità  di comporre da soli il proprio panino, scegliendo tra una selezione di pani prodotti appositamente dal Panificio Lievito Madre Iommella. A condurlo nella gestione, inaugurata quattro anni fa, ci sono cinque giovani amici: Marco e Miche Auriemma, Carmen Romano, Antonio Zullo e Nicola Ungaro che, accantonate le precedenti attività professionali, si sono uniti e hanno scommesso su questa formula di ristorazione che piace sia ai giovani che alle famiglie. Noi di InFOODation abbiamo intervistato Antonio Zullo, per farci raccontare la sua esperienza.

 

Murphy’s Law è già un’esperienza forte a Napoli, nel quartiere Vomero , e si sta radicando anche a Sorrento. Qual è la vostra formula, il vostro ingrediente principale?

 

Per deformazione professionale è la birra. Anche se probabilmente a Napoli ci ricordano per questa bevanda in particolare, a Vico Equense siamo famosi per la carne. Il mio lavoro, in collaborazione con Carmen Romano, che gestisce il locale di Vico Equense, è quello di portare la cultura della birra abbinata al buon cibo anche qui nella penisola, dove solitamente e tradizionalmente le pietanze si accompagnano al vino.

 

Siete quattro giovani imprenditori, avete percorsi molto particolari. Vi siete lanciati verso questo nuovo brand di birra anche perché la producete?

 

Sì, abbiamo creato la birra “Ricomincio da Tripel” con il birrificio di Sorrento: il nome Tripel è lo stile, mentre “ricomincio da” è la citazione del celebre film di Massimo Troisi. Il concetto è quello di riproporre il panorama gastronomico del territorio all’interno del nostro locale: le bucce d’arancia di Sorrento sono usate nella produzione della Tripel chiara di 8 gradi. E’ una birra abbastanza “ruffiana” perché si rivolge sia a un pubblico di intenditori sia di inesperti. Abbiamo iniziato questa esperienza imprenditoriale per gioco, tre anni fa ci siamo dedicati esclusivamente a questo settore, lasciando rispettivamente i nostri lavori, io lavoravo in banca. La passione per la birra è nata bevendo!

 

Organizzate molti appuntamenti mensili di degustazione di birra. Di che si tratta?

 

A maggio sono due anni che abbiamo creato un format: “Airbeergood”. Ogni mese proponiamo una serata a base di degustazioni di birra. Abbiamo un tema nuovo ogni mese, a dicembre solo birre natalizie ad esempio. Ogni portata è associata ad una birra. Da sei mesi stiamo ospitando altri birrifici in Italia, interessati al nostro brand.

 

La cucina di Vico Equense è una cucina da pub, ma voi siete attenti alla materia prime e anche alla presentazione dei piatti, prima mi ha colpito che anche il pane è a scelta del cliente su quattro tipi, legati allo slow food preparati col lievito madre.

 

Anche restando all’interno del concetto di pub si possono scegliere elementi di grande qualità. Stando in penisola ci siamo rivolti al territorio scegliendo il lievito madre di Sant Agnello, che ci fornisce quattro tipi di pane, partendo dal bianco all’integrale, fino a quello con le patate. Partendo dal pane passando per le verdure dal presidio slow food qui a Montechiaro con l’azienda Arcangelo, fino alla carne, di cui abbiamo diversi fornitori, cerchiamo di scegliere le pietanze in base alla provenienza.

 

I fritti sono freschi, non surgelati, ci sono anche patate artigianali.

 

Non abbiamo prodotti congelati, a partire dalle patate, che solo un elemento fondamentale in un pub. E’ tutta nostra produzione.

 

Due o tre piatti essenziali di questo posto e che vi distinguono?

 

Sicuramente i piatti di carne alla brace, il misto alla brace su pietra lavica ci ha dato molta riconoscibilità per estetica e variabilità del piatto. Anche nel contesto di una cena mi piace assaggiare varie cose. Assaggiare diversi tipi di carne è molto apprezzato dal pubblico.

 

Elèna Lucariello