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Parlare di Vesi a Napoli vuol dire interfacciarsi con una delle più antiche e apprezzate realtà gastronomiche della città di Partenope, con una grande famiglia di “sangue pizzaiolo” che ha espresso in molteplici locali (uno anche a Roma) la propria visione del piatto più famoso al mondo. E da questo filone, concettualmente tradizionalista, nasce la verve artistica di Giuseppe, che un bel giorno decide di far compiere un deciso passo in avanti al modo comune di intendere la pizza aprendo (non senza anni di ricerca) la sua Pizzeria Gourmet.
Che ci troviamo dinnanzi a qualcosa di diverso lo si intuisce subito, senza troppe chiacchiere “un prodotto se non è di stagione di certo non compare nel menù”. Secco, conciso, assolutamente straniante ma geniale: in parole povere mettere al centro la naturalezza dell’alimento, seguire la nota onda iniziata da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e privilegiare una ricerca squisitamente culturale del territorio alla ricerca esclusiva di cose sane e genuine da proporre. Chilometri zero, filiera corta, agricoltura priva di OGM, tutti elementi portanti a corredo di un rapporto “ad prodoctum” coi fornitori, ognuno di essi portavoce cioè di singoli (e naturalissimi) alimenti. Una volta a tavola, sfogliare il menù e assaggiare la pizza sono operazioni parimenti soddisfacenti: il primo (elegantissimo) è quasi un vademecum del viver sano nutrendosi a modo, con piccoli paragrafi volti a spiegare la provenienza e le peculiarità di alcuni dei prodotti provenienti da regioni diverse e assolutamente introvabili dalle nostre parti. Il secondo invece decisamente inebriante: una pasta leggera e morbida, impreziosita da ingredienti avvolgenti che esplodono di gusto nel nostro palato. Se il buongiorno si vede dal mattino, la Pizzeria Gourmet di Giuseppe Vesi potrebbe essere il nuovo punto di riferimento per il quartiere Vomero e non solo.

Massimiliano Guadagno