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Nell’ottica contemporanea di rivalutazione del patrimonio culturale di un determinato territorio, alcune pizzerie rappresentano un po’ i nuovi musei del ventunesimo secolo. Vetrine di eccellenze, libri di storia aperti sul nostro chi siamo e testimonianze di un segno per sempre immutabile questi centri di ristorazioni non sono solo figli di un passato gastronomico ma agorà di una intangibile cultura, trasmessa di generazione in generazione.

La pizzeria Gorizia si incastra perfettamente in questo preambolo. Non esiste vomerese che non abbia lasciato lì qualche ora della propria vita, che non associ nostalgicamente il nome a piacevoli esperienze passate. Di anni ne sono passati tanti, un secolo ad essere precisi, quando l’unica pizzeria partenopea col nome di una città del nord (per motivi storici risalenti alla prima guerra mondiale) decise di deliziare i palati degli astanti. E’ negli occhi del proprietario, il simpaticissimo Salvatore Grasso, rieccheggia tutta quella passione e quella voglia di fare di chi non avverte la propria posizione come un peso ma come una opportunità di costante miglioramento nonostante si sia già raggiunta l’eccellenza. Ed ecco che con estrema intelligenza rivaluta con assoluta fierezza il lievito di birra, troppo messo da parte del protagonista del momento lievito madre, e si spinge verso nuovi orizzonti sperimentali quando ci fa degustare fritture a base di farina di canapa, una sorta di “oliorepellente” naturale capace di conferire croccantezza e sapore ai piatti senza disgustare.


Sempre seguendo il tema della istrionica ricerca di nuove trovate gustative non si può non rimanere colpiti dalla guest star della serata, la pizza del Centenario. E’ di quanto di più bello questa terra possa offrirci, un tributo alle eccellenze locali: i fiori di zucca, la provola e la ricotta avvolgono il palato mentre il salame a tocchi spessi e la “spruzzata” del provolone del monaco spingono il sapore lasciando un segno deciso e piacevolissimo in bocca. Insomma “cento anni e non sentirli”.

Massimiliano Guadagno