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Pietro Parisi, il famoso “chef contadino” di S. Gennaro Vesuviano (NA) che ha portato l’amore per la sua terra ed il cibo genuino in giro per il mondo, ha da poco dato inizio ad una nuova sfida.

Dopo l’apertura a Palma Campania nel 2005 del suo ristorante e laboratorio del gusto Era Ora, diventato presto punto di riferimento nei tour della buona tavola, e dell’osteria salumeria di S. Gennaro Vesuviano Le cose buone di Nannina nel 2014, spazio a prezzi equi dedicato alla nonna e alle sue gustose ricette, lo scorso 29 aprile Parisi è tornato infatti a stuzzicare il nostro palato con un nuovo locale: Burger Italy, sito in Via Ferrigni 6, in pieno quartiere Chiaia,  in zona baretti, per dirla con un termine caro ad aficionados e non.

Qui, restando fedele alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche campane e all’utilizzo di prodotti di qualità a km zero, il cuoco vesuviano ha donato al fast food fattezze non solo veraci, ma anche salutari, mettendo un punto alle frequenti quanto oramai risapute critiche legate ad uno dei cibi “spazzatura” che crea maggior dipendenza, con inevitabili conseguenze per il nostro girovita e la nostra salute.

La cucina è a vista e sulla vetrata si legge: “Tutto ciò che viene dalla nostra cucina è cresciuto nel cuore”. Ed ecco che sui tavoli dello spazio disegnato da Studio Rotella, arrivano panini per tutti i gusti, preparati con farine e grani antichi e farciti con eccellenze locali ma anche extrapartenopee come le Alici di menaica, il Conciato Romano, salumi nostrani, hamburger 100% italiani a basso contenuto di grassi e senza aggiunta di conservanti, provola di Agerola, parmigiana di melanzane al vapore, prosciutto cotto a legna e così via. Una menzione speciale meritano poi le famose “Marenne” campane: una creazione artigianale che diventerà presto oggetto di un nuovo progetto di franchising che attraverserà l’Italia da Nord a Sud, a base di pane cafone farcito con carne di vitello nostrano alla pizzaiola, polpette con cacioricotta del Salento, frittata di cipolle e verdure.

In un panorama come quello campano, specchio purtroppo di una tendenza nazionale caratterizzata dall’aumento dell’obesità infantile e una crescita smoderata di catene di friggitorie quale ultimo trend del fast food - la proposta gastronomica di Parisi si presenta come un utile strumento di educazione alimentare che incontra tutta la famiglia, mettendo d’accordo – e ingolosendo - grandi e piccoli. Non a caso l’attenzione dello chef è già da tempo focalizzata sui giovani, da crescere nel rispetto e nell’amore verso la propria terra a partire da un’alimentazione sana che non rinunci per questo al gusto e alle novità.

Micole Imperiali

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ROL, gelateria artigianale sul lungomare di Napoli, è sempre alla ricerca di idee e gusti originali, senza però dimenticare la tradizione gastronomica.

E in occasione della fasta del papà propone un nuovo gusto: il gelato a gusto zeppola.

Un modo originale per assaporare il dolce tipico della festa di San Giuseppe.

La zeppola discende dalle frittelle di frumento che gli antichi romani friggevano durante le Liberalia, per ingraziarsi Bacco e Sileno, divinità del vino e del grano. La versione da noi conosciuta oggi, pasta choux dalla forma circolare ricoperta di crema pasticciera e amarene sciroppate, è la versione conventuale: che sia nata nel convento di S. Gregorio o in quello di Santa Patrizia, poco importa. La zeppola è ora il simbolo della festa del papà in molte regioni del sud Italia. Anche Ippolito Cavalcanti, gastronomo del XIX secolo, ne parla nel suo trattato Cucina teorico pratica del 1837, fornendoci la prima versione scritta del celebre dolce

Il gusto Zeppola di ROL rispetta la tradizione: rigorosamente lavorato a mano e fatto con zucchero, latte e panna, con l'aggiunta di un infuso di pasta bignè, crema pasticcera e amarena per riscoprire quel classico sapore della zeppola napoletana.

Maria Grazia Addeo

 

Pietro Parisi, lo chef contadino di Palma Campania, dal 1 dicembre ha dato il via a una nuova avventura nel suo paese natio, San Gennaro Vesuviano: Le cose buone di Nannina, un'osteria salumeria a prezzi equi e con prodotti del territorio. L'omaggio è a nonna Nannina, che proprio in quei luoghi gli preparava merende genuine. Ed è questo che Parisi vuole riportare in auge: la genuinità dei prodotti di qualità. Perché il buon cibo deve essere alla portata di tutti e non un lusso per pochi.

Nuovo locale , vecchia filosofia. Con l'apertura delle “Cose buone di Nannina” ti confermi chef contadino e portavoce del territorio. Illustraci l'approccio e le novità anche rispetto al tuo ristorante di Palma Campania “Era Ora”.

La novità principale è quella di far sì che il cibo di qualità sia alla portata di tutti. Abbiamo, infatti, menu a pranzo a 8 euro e, a cena, un menu degustazione a 25 euro. Questo a sottolineare che non bisogna per forza spendere cifre eccessive per del buon cibo. La nostra dispensa, inoltre, vuole essere la classica bottega di un tempo, ma all'avanguardia. Pensiamo, infatti, a tutti coloro che non hanno tempo e, spesso, nell'acquisto dei prodotti non badano alla qualità. Da qui l'idea di creare, per la prima volta, una gastronomia a peso. I nostri prodotti cotti infatti, non vengono venduti a porzione, ma a peso. Spaziano dalle verdure al maiale e con un'ampia scelta di piatti pronti a prezzi consapevoli.

Ma la nostra più grande soddisfazione è il grosso successo che stiamo riscuotendo con i più giovani. Grazie alla vicinanza di un istituto scolastico possiamo far sì che anche i giovani si avvicinino al buon cibo, dai cornetti con crema al latte nobile e marmellate ai panini per merenda, tutto esclusivamente farcito con prodotti artigianali e del territorio. E il successo è evidenziato dal fatto che sono gli stessi giovanissimi a “a portare per mano” i genitori alla nostra bottega.

 Da Ducasse a Marchesi, passando per gli Emirati Arabi. Queste esperienze come hanno influenzato il tuo nuovo progetto?

Sicuramente mi hanno influenzato tanto. Soprattutto le ultime esperienze in Giordania. Mi sono reso conto che bisogna far conoscere al meglio la cucina italiana nel mondo. C'è un grosso scimmiottamento dei nostri piatti e questo travisa totalmente tutto quello che c'è di buono della nostra cucina e delle nostre tradizioni. E ho provato a farlo anche con la mia prima pubblicazione, PIETRO PARISI Un cuoco contadino, i volti della sua terra, edita da Marotta&Cafiero: promuovere territorio e tradizione gastronomica, in Italia e all'estero.

 Nel tuo nuovo locale emerge un forte aspetto sociale. Dai prodotti di Libera Terra contro le mafie al caffè Lazzarelle, prodotto dalle detenute della Casa Circondariale di Pozzuoli.

É giusto dare un contributo al nostro territorio e valorizzare persone e realtà che lo rendono possibile. E soprattutto bisogna far sì che prodotti spesso considerati di nicchia possono essere accessibili a tutti. La qualità deve essere per tutti, anche per chi non può permetterselo. E questo è possibile grazie al km zero. Meno chilometri fanno i prodotti e più sono di casa e, di conseguenza, alla portata di tutti. L' 80% dei nostri prodotti è a km zero. E dietro ci sono i volti di chi produce nei nostri territori.

 

Le Cose buone di Nannina

Via Ferrovia, 2 San Gennaro Vesuviano (NA) Tel. 081 18769025

Maria Grazia Addeo

Parlare di Vesi a Napoli vuol dire interfacciarsi con una delle più antiche e apprezzate realtà gastronomiche della città di Partenope, con una grande famiglia di “sangue pizzaiolo” che ha espresso in molteplici locali (uno anche a Roma) la propria visione del piatto più famoso al mondo. E da questo filone, concettualmente tradizionalista, nasce la verve artistica di Giuseppe, che un bel giorno decide di far compiere un deciso passo in avanti al modo comune di intendere la pizza aprendo (non senza anni di ricerca) la sua Pizzeria Gourmet.
Che ci troviamo dinnanzi a qualcosa di diverso lo si intuisce subito, senza troppe chiacchiere “un prodotto se non è di stagione di certo non compare nel menù”. Secco, conciso, assolutamente straniante ma geniale: in parole povere mettere al centro la naturalezza dell’alimento, seguire la nota onda iniziata da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e privilegiare una ricerca squisitamente culturale del territorio alla ricerca esclusiva di cose sane e genuine da proporre. Chilometri zero, filiera corta, agricoltura priva di OGM, tutti elementi portanti a corredo di un rapporto “ad prodoctum” coi fornitori, ognuno di essi portavoce cioè di singoli (e naturalissimi) alimenti. Una volta a tavola, sfogliare il menù e assaggiare la pizza sono operazioni parimenti soddisfacenti: il primo (elegantissimo) è quasi un vademecum del viver sano nutrendosi a modo, con piccoli paragrafi volti a spiegare la provenienza e le peculiarità di alcuni dei prodotti provenienti da regioni diverse e assolutamente introvabili dalle nostre parti. Il secondo invece decisamente inebriante: una pasta leggera e morbida, impreziosita da ingredienti avvolgenti che esplodono di gusto nel nostro palato. Se il buongiorno si vede dal mattino, la Pizzeria Gourmet di Giuseppe Vesi potrebbe essere il nuovo punto di riferimento per il quartiere Vomero e non solo.

Massimiliano Guadagno

 

 

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