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In vino veritas
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La Serie du Connoisseur di Partagas è stata tra le prime a soccombere alle scelte di mercato dettate da una domanda mutata. L’eccellente N°1 (un delicados 192X38), l’ottimo N°2 (un parejos 166X38), il buon N°3 (un carlotas 143X35): l’assenza di queste prelibatezze è un peso sullo stomaco per il fumatore medio. A lungo pianti, a lungo ricercati nelle infime tabaccherie di remoti paeselli sperduti su e giù per la Penisola, infine scovati e razziati dai collezionisti. Resta il ricordo, soprattutto di quel parejos, simbolo inconfondibile di eleganza nelle forme, dall’assenza di anilla e alla ricchezza di aromi.

Quest’anno un parejos è ricomparso nelle tabaccherie specializzate. Il numero dei box è esiguo: solo duemila scatole da venticinque pezzi. Anilla nera e dorata, notevole reinterpretazione dell’originale che la La Escepciòn vestiva negli anni ’60. Hanno rispolverato questa marca fondata negli anni ’50 dell’ottocento da Josè Gener y Batet, madre della Hoyo de Monterrey e specializzata nei calibri sottili, dichiarata defunta nel 1989.

Il risultato è questo Selectos Finos, ancora un po’ giovane, che si presenta ben costruito, con buon tiraggio e combustione, giocato sugli aromi vegetali a crudo e legno, cuoio e pepe nero in combustione.  Media forza ed evoluzione limitate per una fumata che appaga ma non esalta.

Manca l’emozione che regalava il SdC N° 2, ma vale l’assaggio.

L.O.