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In vino veritas
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Sul set del Castello della Leonessa di Montemiletto (AV) è andato in scena Ciak Irpinia, l’appuntamento annuale per seguire l’evoluzione del territorio irpino, partendo dalla vendemmia appena conclusa.

Attori protagonisti indiscussi i brand DOCG Taurasi, DOCG Fiano di Avellino, DOCG Greco di Tufo, DOC Irpinia su cui è stato concentrato il lavoro, rigorosamente alla cieca, della commissione tecnica presieduta dal Prof. Luigi Moio prima, e della stampa di settore poi, che ha sfidato la “fatica sensoriale” analizzando oltre 60 vini.

Un evento che ha unito la necessità di un confronto tecnico, indispensabile visione enologica per capire dove siamo e dove arriveremo, alla parte emozionale, la degustazione delle 52 aziende presenti del Consorzio di tutela vini d’Irpinia, affiancate alle proposte culinarie degli Agrichef Coldiretti, alla presenza di un pubblico di settore e di wine lovers.

Le origini antichissime della sua viticoltura, la conformazione del territorio e la collocazione al centro di tre zone vulcaniche, il Vulture, il Vesuvio/Campi Flegrei e i Monti del Casertano, fattore che determina la presenza di depositi tufacei e minerali accumulati nel corso dei millenni, fanno sì che l’Irpinia sia terra d’elezione per la produzione di vini, nonostante le impervie condizioni climatiche dovute alle ultime gelate. Al centro del dibattito, però, l’identità di un territorio e la voglia di assaggiarlo in tutti i suoi tratti distintivi, unico vero traino per la tutela, la valorizzazione e la promozione dell’Irpinia.

Ciak Irpinia scava un solco nella Campania delle denominazioni, riqualificando il vino irpino, quale volano per il settore agroalimentare e attrattore turistico, attraverso la preziosa collaborazione con le Associazioni del settore che contribuiscono a diffondere la cultura del vino.

                                                        Caterina Castiello