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In vino veritas
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Abbattuto il muro d’ignoranza del legislatore e finalmente sdoganato il distillato, possiamo parlarne dissolvendo l’alone magico di liquore-droga.

Cos’è l’Absinthe, questo nettare venuto dall’inferno? Tutto ha origine da una pianta officinale diffusa nelle nostre campagne, l’assenzio maggiore o artemisia absinthium, un arbusto verde argento dai piccoli fiori gialli e un sapore molto amaro.

E’ un distillato del liquore ottenuto da macerazione di anice verde, finocchio selvatico, coriandolo, issopo, melissa e artemisia absinthium più varie erbe a sceltta: l’Absinthe (nome francese e inglese), da noi chiamato Assenzio. Nulla a che vedere con quell’assenzio commerciale ottenuto con aggiunta all’alcool di aromi e oli essenziali, non confondiamoci. Attenzione soprattutto nella scelta per la quale v'invitiamo a consultare il sito dell'Associazione italiana per la tutela dell'assenzio.

Tra l’inizio e la fine della rivoluzione industriale, l’Absinthe ebbe una diffusione ampia e stratificata nelle classi sociali europee, soprattutto in Francia, creando di fatto un grave problema di alcolismo.

Fu la bevanda del nascente, sfruttato e povero proletariato. Fu anche la bevanda dei poeti maledetti e degli artisti, di Rimbaud di Verlaine, di Baudelaire, che la preferiva all’hashish e all’oppio.

L’Assenzio diventò così diffuso da infastidire i produttori di distillati di vino, peraltro in forte crisi a causa della ridotta disponibilità di prodotto da distillare per la presenza della fillossera.

Il tujone fu messo sotto accusa, dissero che era tossico ed era una droga. In effetti alti quantitativi di questa sostanza hanno azione neurotossica e stimolano le stesse aree del cervello coinvolte dall’uso di canapa a scopo ricreativo, senza però generare effetti simili. In pratica un’azione stimolante come quella della nicotina, che in alte dosi può sviluppare reazioni avverse. Fortunatamente si morirebbe molto prima per intossicazione acuta da alcool! Per la cronaca il tujone è presente anche nella salvia e in altre piante che arricchiscono i nostri piatti.

Tre gli Absithe in circolazione.

Il Verte dal profumo erbaceo, con note floreali, balsamiche e sfumature speziate; il Blanche con profumi di anice, semi di finocchio selvatico e fiori bianchi primaverili secchi; il Blue ha un profumo un po’ grezzo, di elicriso, di grano saraceno e di fieno essiccato. Nonostante la gradazione alta, 70°, ha gusto amaro con ritorni aromatici e un rinfrescante effetto retronasale. Il servizio corretto è versare, porre sopra il bicchiere il tipico cucchiaino forato, poi una zolletta di zucchero e lentamente far gocciolare sopra acqua ghiacciata. Se intorbidisce con la velocità giusta è un buon prodotto, altrimenti chiedete il rimborso.

Da sorseggiare con moderazione, un bicchiere dopo l'altro. Santé!

L.O.