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In vino veritas
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Innanzitutto l’orzo e altri cereali, dopo essere stati selezionati e ripuliti, vengono frantumati e impastati con acqua in apposite vasche di macerazione per favorire la germinazione. Questo processo dura in genere 3 o 4 giorni, e l’acqua, che presenta una temperatura compresa sempre tra il 12 e i 15°, viene cambiata di tanto in tanto.

Quando l’orzo ha raggiunto un grado di umidità favorevole, viene messo a germinare per una settimana circa in dei cassoni di germinazione. Raggiunta la germinazione, viene macinato e ridotto in farina e miscelato con acqua calda (65-68°). Durante questa fase, il malto si trasforma in mosto. Questa miscela, poi, viene bollita e addizionata a luppolo, spezie e lieviti. Ha inizio così la fermentazione, che trasforma gli zuccheri (maltosio) in alcol e anidride carbonica, mentre la maturazione pre-spillatura dura una ventina di giorni.

Vi ho annoiati abbastanza? Direi di passare alla classificazione delle tipologie di birra! Le birre, in base al tipo di lievito utilizzato, si dividono in tre grandi famiglie:

Ale: sono prodotte con il lievito Saccharomyces cerevisiae e seguono un processo ad “alta fermentazione” che predilige temperature elevate. Questo metodo di produzione è ancora molto radicato nella cultura birraria anglosassone e fiamminga. Il colore varia dall’ambrato allo scuro, gusto avvolgente, da servire non al di sotto dei 12 gradi. Una delle Ale più prestigiose è sicuramente la Trappista, preparata dai monaci nelle sette abbazie trappiste (sei in Belgio e una in Olanda). La Bitter Ale, invece, è la madre di tutte le birre inglesi. Poco alcolica, ambrata, con sentori decisi di luppolo.

 

Lager: sono prodotte con i lieviti Saccharomyces carlsbergensis e sono a “bassa fermentazione”, quindi prediligono temperature più basse (fra i 5 e i 10 gradi). Hanno un processo produttivo più recente rispetto a quello delle Ale, ma sono le birre più diffuse al mondo. Il colore è tendenzialmente dorato, aroma fine e pulito, gusto fresco. Temperatura di servizio intorno agli 8 gradi. La più famosa fra le Lager è sicuramente la Pilsener, che prende il nome da Pilsen, paese della Repubblica Ceca. Colore dorato, sapore delicato, note di luppolo e amaro pronunciato.

Lambic: sono prodotte solo ed esclusivamente nel Belgio meridionale tramite lieviti indigeni selvatici e a “fermentazione spontanea”. Successivamente la birra è sottoposta a una lunga maturazione in botti di legno. Questo processo produttivo le rende uniche al mondo. Il sapore non è frizzante ma quasi “sgasato”, presenta un’intensità e una ricchezza aromatica ineguagliabile. Sapore complesso e molto acido.

guinnessUn accenno a parte meritano le Stout e le Weiss. La Stout è una birra ad alta fermentazione caratterizzata da una tostatura molto marcata. E’ diffusa in Gran Bretagna e presenta un colore scuro, quasi nero, schiuma abbondante, cremosa e compatta. Il sapore varia a seconda dell’area di produzione: dolce quella inglese; più amara e intensa, con note di caffè tostato e cacao amaro quella irlandese (Guinness). Le Weiss invece sono birre tedesche al frumento ad alta fermentazione, molto profumate, caratterizzate da schiuma abbondante e da sapore frizzante.

E voi… quale birra scegliereste? Scommetto che vi è venuta una gran sete! Non perdete il prossimo articolo per scoprire dove trovare queste e tante altre birre particolari nella città di Napoli!

Stay tuned!

Valeria Vanacore