-->

In vino veritas
Strumenti

Un’esperienza che ha descritto nel libro Per fare un manager ci vuole un fiore. Come la meditazione ha cambiato me e l’azienda edito da Mondadori, in cui parla di economia della consapevolezza, di trasformazioni, intuizioni e scelte. Il filo conduttore è la meditazione, disciplina che pratica da 24 anni e che è diventata un vero modello organizzativo in cui l’azienda è concepita come una “rete”, un organismo vivente basato sul concetto di auto consapevolezza: nella produzione, nel rispetto dell’ambiente, delle persone, delle risorse, del profitto. Sotto la sua Presidenza, al timone dal 1999, vengono introdotti: un codice etico, il bilancio ambientale, un Organismo di Vigilanza di controllo interno, un sistema di gestione della qualità, sicurezza alimentare e salute sul lavoro. Branca espone un vero e proprio modello pratico, non solo teorico, di prosperità collettiva che si ispira a un umanesimo integrato. Il suo codice etico, contro lo sfruttamento minorile, delle donne e del terreno, e nel rispetto dell’ambiente, è il fulcro del suo messaggio imprenditoriale.

Niccolo -Branca-arte-della-felicità-tarallucci-e-vin

<< È fondamentale la circolazione di informazioni. >>, spiega Mister Branca, << Che tutti sappiano e siano informati di quali sono gli obbiettivi e le strategie aziendali per attuare il passaggio da una logica del potere a una logica della responsabilità.>>

A colpire è il suo sguardo sereno che si intravede da quell’occhiale tondo mentre racconta con fierezza e passione di una managerialità sana, di un produrre profitto senza smettere di partecipare a quel grande sistema che è l’ambiente, l’uomo e il tempo.

<< Quando la natura si mescola con il fare dell’uomo per creare cose buone>> così Branca comincia a parlare del suo Fernet, simbolo di prodotto italiano, apprezzato e riconosciuto in tutto il mondo (prodotto più venduto 2013) con sei milioni di bottiglie di liquore che escono dalla sua fabbrica nel milanese. Erbe e radici provenienti da 4 continenti per una ricetta che non ha subito trasformazioni, negli ingredienti come nel dosaggio.

E ancora parla del suo gioiello in bottiglia, della sua storia centenaria (Fernet Branca dal 1845), della conduzione familiare, dell’aquila sull’etichetta, della botte-madre da 840 ettolitri conservata al centro della fabbrica. Un mercato mondiale coperto dalla produzione milanese che solo la fornitura delle Americhe ha richiesto un’altra fabbrica, aperta in Argentina. <<Il Fernet ha un grande successo in Argentina. >>, dice orgoglioso il Presidente, <<Viene mixato con la Coca Cola e lo chiamano il Fernandito. Nel resto delle Americhe lo miscelano anche con Ginger Ale o Angostura, a testimonianza della versatilità del prodotto.>>

Branca ci invita dunque a pensare, a riflettere su un’economia nuova, consapevole, ci porta ai valori di un capitalismo sano in sintonia con l’equilibrio di chi è andato in cerca di se stesso, di chi si è messo in discussione ed è partito per l’Oriente per cercare risposte, offrendo soluzioni tra le tempeste della crisi.

Simona Martino