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In vino veritas
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E poi c’è il kretek.

Un po’ più recente rispetto alle altre delizie, un po’ più osteggiato dalle multinazionali del tabacco e dal ministero della salute di molti Stati, ma evocativo quanto pochi, dall’aroma penetrante e ricco che conduce con la mente alle afose giornate indonesiane, al traffico di Giacarta, ai templi immersi nei palmizi. 

La sigaretta kretek fu ideata a fine ottocento da Haji Jamahri un quieto abitante indonesiano afflitto dall’asma. In tempi remoti questa patologia veniva trattata con sigari a base di canapa o vaporizzatori contenenti soluzioni con gli estratti dell'erba, dato il suo noto potere broncodilatatore, ma il buon Haji inventò una miscela di chiodi di garofano e tabacco che procurava lo stesso effetto benefico. In realtà l’eugenolo poco può contro l’asma ma regala a queste sigarette un aroma decisamente dolce che relega all'esilio la puzza di tabagista da sigaretta in portacenere ricolmi. 

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La miscela è frutto dell’accurata selezione di tabacchi pregiati, oltre trenta in alcune sigarette, miscelati a chiodi di garofano con differenti tempi e modalità d’invecchiamento. Fino a inizio novecento queste miscele venivano arricchite di noce moscata (sostanza storicamente usata in oriente per il noto effetto psicoattivo), cumino e rullate in foglie di banano.

La produzione resta confinata all’Indonesia, dove sono attive numerose manifatture, e prevede sigarette prodotte a mano con valori di nicotina che ricordano quelli statunitensi sfiorando i due tre o più milligrammi (quasi sempre destinate al mercato orientale, con l’eccezione del Canada) e sigarette prodotte a macchina per i consumatori esteri ... i fortunati che hanno il privilegio di accedere a questa straordinaria fumata.

L’ETI, o quel che ne resta dopo la privatizzazione in favore di BATI, non ci viene incontro e le sigarette kretek restano lontane dai nostri confini. Ragioni ignote continuano a escludere dal mercato del nostro paese le migliori sigarette internazionali, costringendoci a miscele dal gusto sgradevole e privo di personalità.

Nuoce gravemente alla salute di un kretek lover la distanza di questo prodotto, degustato in Spagna nelle due versioni prodotte dalla Djarum, la Djarum Super e la Djarum Black.

Sebbene la seconda risplenda nell’eleganza conferita dall’abito nero sensuale che ne veste il tabacco, la Super è certamente da consigliare al degustatore novello, anzitutto per la sua incredibile forza e capacità di stordimento con tutti i valori che marcano il massimo consentito in Europa, ma anche per la maggior dolcezza di sapore.

Una fumata dal fascino impagabile, una rarità che Italia è purtroppo una perla inaccessibile.

Ricordo che fumare fa male, nuoce gravemente alla salute vostra e di chi vi sta intorno e che quest’articolo non intende incoraggiare al fumo.

Smaltito l’obbligo di legge, cercatele a ogni costo per una fumata che trasporterà la mente oltre gli stretti confini della vecchia, vetusta e triste Europa verso nuovi lidi di piacere.

L.O.