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Cinque categorie, trentasei nomi, un unico concorso. Il primo per l’esattezza. Sono gli Italian Beer Awards 2013, il primo concorso popolare sulla birra. Tutto italiano. L’iniziativa, promossa da Cronache di Birra, mira a coinvolgere appassionati e consumatori grazie ad un concorso che si svolge in due fasi: la prima serve a delineare i finalisti scelti da un panel di esperti mentre la seconda fase vede coinvolto direttamente il consumatore chiamato a votare sulla rete.

Leggi tutto: Italian beer awards: la birra artigianale la vera protagonista

Mancano poche ore ai party di fine anno. Magari avete ricevuto un invito inaspettato con la  o2 bottiglie
classica bolla di accompagnamento: <<Porta chi vuoi e qualcosa da bere>>. Ed ecco il dilemma: cosa comprare. Quello che ci vuole è un piccolo vademecum sulle ipotetiche stramBERIE alcoliche per i brindisi al 2014.

 

Prima ipotesi: il solito Rhum? Che noia!

Vodka? Certo esiste la variante sparkling, ovvero frizzante, venduta in Inghilterra con l'etichetta O2 o distribuita dalla Camitz, ma in Italia è ancora difficile da reperire.

Leggi tutto: Stramberie 2014: piccolo vademecum ai cicchetti inconsueti per un San Silvestro innovativo.

 La “Fatina verde” non è il nome di una rara prostituta marziana, non promette orgasmi alieni né deliri da magic mushroom, eppure è stata bandita dai nostri bicchieri per quasi un secolo, dal 1915 in Francia e in Svizzera, poi in Italia dopo referendum nel 1931 e in altre parti del mondo, tranne che in Spagna e Inghilterra. Torna oggi e si afferma, modaiola e intrigante, da Parigi verso tutta Europa, regina di aperitivi e post cena.

L’Assenzio è un distillato meraviglioso, relegato fino a qualche anno fa nei retrobottega umidi e nascosti di certi pub dimenticati dove l’abbiamo bevuto per anni nell’illegalità presunta. Forse era anche il suo status di bandito, fuorilegge stupefacente per i poveri che ce lo faceva amare, quando ci propinavano pessimi intrugli venduti con lo stesso nome oppure lo servivano incendiandolo senza ritegno con la zolletta di zucchero avvolta nelle fiamme bluastre.

 

Leggi tutto: Il ritorno della Fatina Verde

indiano fuma la pipa sacra

I pellerossa americani fumavano nei tepee per sancire patti, alleanze, dichiarare guerre e prendere decisioni, una fumata rituale alla quale avevano accesso solo gli amici e le persone stimate.

Il tabacco era la pianta magica dei rituali sciamanici del nuovo mondo, la medicina sacra delle popolazioni amazzoniche quando in Europa i contadini medievali s’inebriavano con il fumo della cicoria e gli hashashin persiani aspiravano dai falò l’aroma intenso della canapa. 

Segnali di fumo sparsi in tutto il mondo confermano il piacere che quest’insana pratica genera nell’uomo dall’alba dei tempi.

Lungi dal voler invitare al consumo del tabacco, vogliamo creare dipendenza nel lettore con questa rubrica che offre una panoramica sul fumo per un consumo di gusto, fumate di piacere e non di bisogno.

Pipa e sigaro in primo piano, ma anche sigarette, narghilé, curiosità e abbinamenti imprevisti che non mancheranno di stupire.

L.O.

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