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Briciole è la delicata favola di Lorenzo Naia, illustrata da Roberta Rossetti e pubblicata da Verbavolant editore.

Lo sfondo è Parigi, le protagoniste dodici briciole orfane d’impasto, rappresentanti delle più famose delizie francesi: Brisé, Savarin, Clafoutis, Éclair, Viennoise au Chocolat, Croquembouche, Meringue, Crêpe Suzette, Madeleine, Croissant, Tarte Taitin e Macaron. Le aree e i monumenti più noti della città disegnano una mappa finemente illustrata tra le romantiche avenue parigine, attraverso le quali le briciole, dopo essersi incontrate per caso nei pressi dell’Arc de Triomphe scoprendosi accomunate dall’esser state scartate, vanno alla ricerca di un destino felice, unendo il loro cammino fino ai Jardins des Tuileries, dove si dice soggiorni una saggia briciola di Churros che da tempo non appartiene a nessun impasto: il vecchio Pepito, dispensatore di buoni consigli.

Parallele al girovagare delle dodici briciole scorrono le storie di Marie Riderot, una giovane solitaria il cui unico contatto col mondo è gustare dolci sapori che ricerca girovagando tra le diverse pâtisseries dei vari arrondissement, e dello sfortunato pasticcere Bibì, il cui negozio è sempre vuoto e rischia il peggio, nonostante i suoi buoni propositi.

È proprio lì che le briciole vengono condotte dai consigli di Pepito. E come in ogni favola che si rispetti, il destino dei personaggi s’incrocia componendo un puzzle dove l’immagine che ne risulta è frutto della magia dei singoli pezzi. Un’immagine nuova e inimitabile che capovolge le aspettative, dona nuova speranza e disegna un futuro pieno di possibilità.

Incluse nel racconto, simpatiche schede che descrivono attraverso leggende la nascita dei dodici dolci protagonisti della favola, cardini della pasticceria francese. Il tutto nella delicatezza calma e precisa di tanto narrare francese, un modo per capire che lo smarrirsi, spesso, è semplicemente il momento destinato ad indicarci la via.

 

Micole Imperiali