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Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie è un perfetto connubio di illustrazione grottesca e narrazione in rima, popolato da una miriade di piccoli personaggi inadeguati, minuscole figure storpie, i bimbi sconfitti dalla crudeltà del mondo adulto, in pieno stile Tim Burton.

Lo conosciamo tutti come il più giovane Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia nel 2007, ma ancor più per pellicole di grande successo come Edward mani di forbice (1990), con un giovanissimo Jhonny Depp, Il mistero di Sleepy Hollow (Oscar alla sceneggiatura del 1999) e piccole perle del cinema d’animazione, come il più recente La sposa cadavere (2005).

La traduzione di Nico Orengo per le stampe Einaudi, mantiene lo stile dell’originale ed esalta il grottesco, l’assurdo, tutto il mondo schizzofrenico creato da Burton.

Il bambino ostrica è frutto di una notte d’amore all’ombra dei Faraglioni di Capri, dopo un prelibato piatto di zuppa di triglie e cozza. . Dalla nascita puzza di alghe e salsedine e crescendo diventa un disadattato, scacciato da tutti, vittima di una profonda solitudine.  La sua breve esistenza sconvolge la normale vita di coppia, raffreddando gli ardori sessuali e allontanando i coniugi. I due consultano un medico alla ricerca del medicamento adatto al casa. 

La soluzione? Un afrodisiaco naturale: ostrica!

Dante non avrebbe osato altrettanto: il suo Ugolino della Gherardesca compie abomini come il parricidio e il cannibalismo sotto i morsi della fame atroce, figlia di lungo digiuno. Il padre disegnato da Tim Burton uccide col sorriso per nutrire appetiti sessuali. E’ geniale e catrastofico al tempo stesso. 

Le altre storielle illustrate sprigionano la stessa ironica atmosfera intrisa di malinconia, rendendo la raccolta godibile da grandi e piccini. Un bel regalo da mettere sotto l’albero.

L.O.