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Il respiro del vino, di Luigi Moio, professore ordinario di Enologia presso l’Università Federico II di Napoli, è il primo libro che unisce arte e scienza, esperienza narrativa e  ricerca accademica. << Tutta la vita è fermentazione>>, ha scritto Richard Feynman, premio Nobel per la Fisica. Saper assaporare un buon vino è innanzitutto saperne sentire il profumo: il vino è metafora della vita.

 Mondadori ha deciso di pubblicare Il respiro del vino in seguito all’incontro tra la responsabile - Marketing della casa editrice di Milano, Sandra Furlan,  e Luigi Moio: <<stavo assistendo ad una lezione universitaria tenuta da Luigi, e  immediatamente ho capito che se lui fosse stato in grado di riportare, nella scrittura, ciò che accadeva in classe durante le sue lezioni, sarebbe uscito un gran libro>>, afferma Sandra Furlan. Incontrare l’interesse del pubblico è l’obiettivo principale di una grande casa editrice: il libro di Luigi Moio è costruito per essere letto da tutti, non solo da scienziati ed enologi. E’ proprio questo il punto di forza de Il Respiro del Vino: la capacità narrativa di spiegare un sapere scientifico complesso con parole semplici e chiare. Il libro è accompagnato dai disegni di Ada Natale: <<Ho voluto dare forma, con i miei disegni, all’obiettivo principale del libro, ovvero quello di poter descrivere cosa sia il profumo, rendendolo visibile>>.

 Il libro di Luigi Moio è stato accolto calorosamente e con grande interesse dal mondo Accademico: il fronte dell’Ateneo Federico II che lo ha presentato ha sottolineato i numerosi pregi de Il Respiro del Vino. Secondo Gaetano Manfredi, Prorettore della  Federico II di Napoli, il libro può dividersi in due parti che si incontrano e intrecciano costantemente: quella scientifica e quella umana:<< Passione e competenza, scienza e arte>>.  Il respiro, concetto contenuto già nel titolo del libro, rinvia all’umano, alla sua sensorialità e vita materiale, ed è spiegabile anche con un altro linguaggio: quello della fisica e della chimica.

 Luigi Moio unisce alla narrazione, all’esperienza del sapore e dell’odore del vino, la sua vita. Nato in una cantina, Moio è subito educato ai saperi e ai sapori del vino: da quattro generazioni la sua famiglia gestisce un’azienda di produzione a Mondragone. <<Con papà e con i miei non si parlava d’altro; la mia famiglia ha vissuto di vino. I ricordi sono bellissimi: ho iniziato a degustare prestissimo, papà ci responsabilizzava e poi ci passava il bicchiere, già all’età di sei anni mi faceva fare assaggi, all’età di 10 anni ci ha coinvolto anche nella vendita. Tutto questo mi ha trasmesso una forte passione, oltre alla curiosità di capire gli adulti che degustavano e discutevano tra loro; quindi, lentamente, è aumentata in me la voglia di comprendere>>, sottolinea luigi Moio.

Dopo la scuola di Enologia, l’autore de  Il Respiro del Vino , si laurea in scienze agrarie, e scopre il mondo della ricerca: con un dottorato in biochimica si occupa dell’aspetto scientifico del senso dell’odore e del gusto. In Francia studia gli odori del latte dal punto di vista biochimico, per poi dedicarsi a quelli del vino. Fonda in seguito l’azienda Quintodecimo.

Suo sogno è che Il respiro del vino possa essere letto dagli studenti europei, per dare importanza al vino campano.

Elèna Lucariello