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Il nuovo libro di Antonio Di Costanzo, giornalista de La Repubblica e scrittore, è l’ultimo di una trilogia di gialli che hanno per protagonista Jacopo Fernandez, uomo “senza qualità” del XXI secolo. “Scrivo solo dopo il rum. Tragicomica esistenza di un pennivendolo beone” racconta la storia di un giornalista un po’ pigro, ma a suo modo curioso e sensibile, che si trova coinvolto in un omicidio/suicidio avvenuto nella redazione del giornale per cui lavora.

Jacopo Fernandez vive un’esistenza “tragicomica”, teso tra il fallimento d’amore, la pigrizia, e una strana aura di avventura intorno a sé. Il personaggio di Jacopo Fernandez ricorda una figura cinematografica, e con lui gli altri co-protagonisti del giallo firmato da Antonio Di Costanzo: il commissario Salvatore Costante è soprannominato Bloch, come il famoso personaggio di Dylan Dog, Federica Guglielmi, avvocata, è dipinta nitidamente come donna impegnata per la sostenibilità ambientale e grande lavoratrice. Attorno alla vita di Jacopo si muovono diverse figure appartenenti ad un mondo parallelo, che si mescola con la città di Napoli e la sua effervescente vita di strade e vicoli. Fernandez vive infatti nel cuore di Napoli, i Quartieri Spagnoli, emblema e simbolo dell’identità della città. Noi di InFOODation abbiamo intervistato Antonio Di Costanzo, autore della trilogia che vede come protagonista il giornalista Jacopo Fernandez, e che con questo terzo giallo “ Scrivo solo dopo il rum”, ci racconta la storia di un uomo forse solo apparentemente “senza qualità”.

 

 Antonio Di Costanzo, giornalista e scrittore di romanzi,  hai creato il personaggio di Jacopo Fernandez, ma se immaginiamo un cronista d’assalto alla Woodward  e Bernstein, ci sbagliamo, perché Fernandez è più simile a Omer Simpson .

 

 È un personaggio particolare, un giornalista sui generis, non proprio uno stakanovista, ma questa è anche una maschera che porta con se per difendersi dal mondo che lo circonda e che forse non lo capisce.

 

 “Scrivo solo dopo il rum” è il terzo capitolo delle avventure di questo personaggio. Dove abbiamo lasciato Jacopo Fernandez e dove lo ritroviamo?

 

 Il terzo capitolo è una storia che vive da sola, si può leggere anche senza aver letto gli altri due libri. È un personaggio che ritroviamo combattere contro i suoi incubi reali o immaginari. Si trova in mezzo a un omicidio e si occupa di un’inchiesta giornalistica quasi senza accorgersene. Questo avviene nella sua redazione, e lui finisce nei guai.

 

Jacopo Fernandez è la forza di questi tre libri, ma tutti i personaggi hanno una personalità nitidamente dipinta. Si può dire che sono un po’ “cinematografici”?

 

Si ad esempio Bloch , il commissario Salvatore Costante che Fernandez chiama Bloch in omaggio al personaggio di Dylan Dog. C’è il papà di Fernandez diventato spacciatore per aiutare la moglie malata. L’avvocata Federica Guglielmi è una ragazza sempre in prima linea per portare avanti le sue battaglie, per l’ambiente, per aiutare il prossimo, esattamente l’opposto di Fernandez.

 

Com’è nata l’idea di questo titolo, “scrivo solo dopo il rum”?

 

È nata per caso, Ero a un bar con amici e mi è venuta questa idea. Tra i vizi di Fernandez c’è anche quello di bere, odia i cocktail “multicolor”, preferisce il rum o il whisky. Da qui l’idea di intitolarlo così.

 

I personaggi del libro hanno una costituzione a “cipolla” , perché costituiti da tanti strati

 

Il libro ha ovviamente matrice autobiografica, sono vicende che ho visto, sentito raccontare. Pur non essendo persone reali, sono personaggi che potremmo avere incontrato.

 

Se Fernandez fosse un piatto, se lo dovessi descrivere attraverso la cucina, che piatto useresti, come lo descriveresti come pietanza?

 

Nel libro si parla anche molto di cibo. Fernandez non è un grande cuoco ma viene spesso trascinato nei ristoranti dai suoi amici. Sarebbe sicuramente qualcosa di estremamente calorico se fosse un piatto, lo assocerei alla carbonara.

 

Elèna Lucariello