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Lungo il Miglio d’oro, a Torre del Greco, a pochi passi dalla storica Villa Campolieto, apre il primo locale dedicato interamente alla cultura napoletana che unisce birra artigianale e cibo nostrano. Casa Kbirr non è soltanto un punto di accoglienza per chi vuole bere birra artigianale al 100% napoletana, è anche luogo di ristorazione e arte dedicato interamente alla cultura e all’identità partenopea. Il progetto nasce da un’idea di Fabio Ditto legata alla produzione di birra artigianale, e si estende adesso a vera e propria impresa di ristorazione.  

Dal ragù alla polpetta fritta, dalla candela spezzata al sugo di genovese fino al soffritto: ogni piatto, come nel caso degli spaghetti ‘a furchettata, invita l’ospite a provare più portate, tutte a prezzi accessibili. La chef e responsabile del progetto cucina è Sabrina Russo, partenopea fino al midollo, creativa e attenta selezionatrice di materie prime. Sarà lei una tra i principali coordinatori dell'iniziativa del refertorio di Massimo Bottura al Made in Cloister. 

Casa Kbirr celebra l’arte e gli artisti napoletani e l’iconografia partenopea sia classica che contemporanea: in esposizione permanente le opere appositamente realizzate per Fabio Ditto e Kbirr dall’artista Roxy in the box nota per i suoi interventi di street art irriverenti e pop, tra un tavolo e l’altro anche i quadri dell’amico Nicola Masuottolo con i suoi “Futtetenne”, moderne rappresentazioni di San Gennaro. Le lampade esposte sono realizzate con materiali poveri dalla cooperativa Iron Angels.

Nella carta beverage primeggiano naturalmente le etichette artigianali Kbirr, una gamma di birre dal cuore napoletano: la Lager Natavot e la Scotch Ale Jattura, la Paliat Imperial.

Noi di InFOODation abbiamo intervistato il responsabile del progetto Fabio Ditto per farci raccontare l’esperienza di Casa Kbirr.

 

Casa Kbirr è proprio una "casa" con grande senso di accoglienza. Com’è nata l’idea? Cosa ci dobbiamo aspettare?

 

L'idea è nata dalla volontà di offrire un luogo di condivisione per stare bene insieme, la birra è questo: convivialità. Vogliamo far sentire a casa le persone. Anche l’offerta gastronomica è incentrata su menu di condivisione. Offriamo i “mast” classici napoletani, genovese, ragù, pasta e patate con la provola, il soffritto. Nell’offerta abbiamo anche la mezza porzione “ a furchettat”: in questo modo diamo la possibilità di assaggiare diverse portate. L’ambiente è quello di una casa dove ospitiamo anche artisti napoletani: Francesco Porzio, l’artista pop napoletana Rox in the box, Masecchia, Nicola Masuottolo espongono qui le loro opere. È una casa aperta a scrittori, musicisti, artisti napoletani.

 

L’importante è condividere la ricchezza della cultura partenopea. Le vostre birre puntano sul territorio e si sono sempre distinte per un tratto d’artista: molte etichette sono state ideate e create da Rox in the box. Ma voi siete vicini alla cultura napoletana a 360 gradi.

 

Vogliamo creare un prodotto identitario, in cui il napoletano possa ritrovare la propria identità. Lo abbiamo fatto per ricordare le nostre origini. Abbiamo utilizzato l’etichetta “San Gennaro”, utilizziamo l’elemento del corno per ricordare e sottolineare il concetto di sacro profano, molto presente nella nostra cultura, ma anche l’ironia napoletana, sono tutti concetti identitari su cui giochiamo.

 

Cultura, cibo come cultura: avete affidato la cucina a Sabrina Russo, giovane chef. Ci sono menu tradizionali, classici: polpettine d’alici, genovese, ragù sono piatti rielaborati mantenendo la tradizione. Ce ne parli più nel dettaglio?

 

Sabrina Russo è la curatrice del progetto della cucina, è una chef che ricalca la classicità del menu napoletano. Abbiamo voluto dare pulizia al prodotto mantenendone la classicità, rendendo più leggeri i piatti. Parmigiana di alici, di baccalà, polpette al sugo e panini, braciola. Abbiamo lavorato molto sul pane “a rosetta” tipico della nostra tradizione culinaria casalinga e familiare. Abbiamo lavorato per ricordare la nostra infanzia a livello gastronomico, abbiamo riproposto i nostri ricordi di gioventù.

 

Il menu è rigorosamente in napoletano, si fa grande attenzione ai prodotti e alle materie prime.

 

C’è grandissima attenzione alle materie prime: abbiamo scelto delle aziende piccole di ottima qualità, la qualità è nel dettaglio. Questo progetto vuole essere un viaggio nella semplicità e nel dettaglio: qui non si è clienti, ma ospiti.

 

Elèna Lucariello