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#milluminodicibo
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La sinossi la leggete online su qualunque sito, non sto qui a raccontarvela.

In brevissimo: Grenouille (il protagonista) nasce per caso in un mercato tra l’immondizia, dotato del miglior olfatto della storia. Sopravvive per caso, cresce conoscendo e archiviando tutti gli odori del mondo, affina il suo naso e apprende profumo storia di una assassino nascitale tecniche della profumeria. Il resto lo leggete da voi stupendovi a ogni pagina.

Cosa c’entra il cibo, vi chiederete. Oltre a una rassegna di tutti gli aromi esistenti nel mondo animale, vegetale e persino minerale, sono descritti con viva forza aromi di cibo, possenti e penetranti nell’accuratezza di aggettivi, note, sfumature. Gli esercizi di olfazione e riconoscimento che ogni sommelier ha conosciuto e riconosciuto a inizio carriera. Anche ognuno di noi, il semplice appassionato, che cerca a ogni piatto e ricetta di riconoscere ingredienti, dosi, procedimenti di cottura solo con l’olfatto e con il gusto.

Il gusto.

E’ il rapporto col gusto l’aspetto più interessante di questo romanzo dallo stile narrativo retrò, le descrizioni accurate e l’utilizzo minimo dei dialoghi.

C’è un netto distacco tra gusto e olfatto nel protagonista. Grenouille mangia di tutto, senza distinzione, solo per sopravvivere. Arriva a nutrirsi di pipistrelli crudi, salamandre, radici e schifezze varie. E’ come se durante i pasti il suo naso fosse escluso e disinteressato.

Sappiamo tutti che gusto e olfatto sono i due sensi più collegati: impossibile mangiare senza percepire gli odori del cibo, a meno che un raffreddore maligno non vi affligga o il vostro vicino abbia acceso un Antico Toscano.

Il gusto sembra non interessare l’autore né il suo personaggio.

La lettura scorre piacevole, fino alla fine, senza un grande ritmo ma con l’appagamento sostanziale del lettore.

Il romanzo potrebbe essere paragonato a un tavolo signorile imbandito di tutti i piatti del mondo, i migliori vini tra cui persino un Richebourg di Henry Jayer, le spezie, i fiori ornamentali e piatti con decorazioni in oro. A un angolo tra macchie di vino contadino rosso sangue, una forma vecchia di pecorino secca e stantia. Un gatto di strada ne lecca compiaciuto la crosta marroncina.

E’ fortemente consigliata la lettura, accompagnandola per un paio d’ore con un Whiskey scozzese single malt torbato delle Island, un Oban 32 anni natural strenght. A fine bicchiere consigliati un paio di sorsi d’acqua effervescente ghiacciata e un Antico Toscano.

 

L.O.